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FINI: «Una bella pagina parlamentare». Ma il Carroccio non si unisce agli applausi
Trattato Ue, la Camera dà il via libera
Superate le resistenze della Lega, il sì arriva all'unanimità.
Napolitano: «E' un titolo d'onore»
(E ti credo!)
Il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano (Lapresse)
ROMA - L'Italia ha ratificato il trattato di
Lisbona sulla nuova Costituzione europea. Il voto
è arrivato all'unanimità nell'aula della Camera.
Nelle settimane scorse la Lega, da sempre
euroscettica, aveva preso le distanze dal
documento, creando qualche imbarazzo nella
maggioranza. Sempre il Carroccio aveva salutato
con favore, a suon di brindisi con birra Guinness,
la bocciatura del trattato da parte del popolo
irlandese, che sulla questione era stato chiamato
ad esprimersi con un referendum. Proprio l'esito
della votazione in Irlanda aveva indotto la Lega a
chiedere che anche in Italia la questione fosse
sottoposta a referendum. Il partito di Bossi aveva
inoltre minacciato di non votare la ratifica.
«BELLA PAGINA PARLAMENTARE» - Oggi
invece la ratifica c'è stata ed è stata accolta
con un applauso da quasi tutti i deputati
presenti, leghisti esclusi. In aula, al momento
del voto, era presente anche il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. I voti a favore sono
stati 551, nessuno contrario.Il presidente di
Montecitorio, Gianfranco Fini, ha detto che «con
il voto unanime della Camera, che si aggiunge a
quello altrettanto unanime del Senato, oggi c'è
l'espressione di una bella pagina dell'antica
tradizione parlamentare del nostro Paese che è
cofondatore dell'Unione europea».
BERLUSCONI, «RISULTATO
IMPORTANTE» - Il Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, ha espresso a nome del Governo
grande soddisfazione per il voto all'unanimità
della Camera. «Si tratta - ha detto Berlusconi -
di un risultato particolarmente importante che ha
visto tutto il Parlamento e il Governo uniti a
sostegno di un progetto di grande rilevanza. È il
contributo dell'Italia al rilancio dell'Europa che
sta attraversando una fase di difficoltá.
L'auspicio è che il voto di oggi possa servire
anche agli altri Paesi che ancora devono
completare l'iter parlamentare».
«UN TITOLO D'ONORE» - Ma la
soddisfazione maggiore è forse quella del
Quirinale. «L'approvazione unanime della legge di
ratifica del Trattato di Lisbona - ha detto in una
nota il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano - rappresenta un titolo d'onore per il
Parlamento italiano e un fattore di rinnovato
prestigio per il ruolo europeo del nostro paese».
«Sono lieto - ha aggiunto - che governo,
maggioranza e opposizione abbiano saputo dar prova
di una comunanza di vedute e di prospettive su un
terreno cruciale per l'avvenire del paese».
31 luglio 2008
I COMUNISTI NON SI FANNO MANCARE NULLA A
SPESE DEI CONTRIBUENTI E DEGLI UTILI IDIOTI CHE
LI VOTANO.
BRUXELLES: Insostenibili rimborsi
forfettari, una lussuosa assicurazione malattia
complementare gratuita, un’assicurazione
altrettanto gratuita sulla vita, una pensione di
reversibilità estremamente generosa e corsi di
lingua cospicuamente sovvenzionati. Sono i
privilegi che spettano ai deputati europei, ma
«non vengono resi pubblici» dicono nei palazzi
della capitale belga. Tutto è circonfuso da un
alone di mistero, come se si dovesse nascondere
qualcosa di losco. Solo l’europarlamentare
austriaco Hans-Peter Martin ha osato sfidare
l’omertà. (...)(...) È grazie a lui che è
stato stanato anche Giorgio Napolitano, appena
sceso all’aeroporto di Bruxelles da un volo
low-cost da un centinaio di euro, ma rimborsato
per 800. Era il 15 marzo 2004, quando il futuro
presidente della Repubblica italiana, braccato
dalle telecamere della tv tedesca Rtl, tentava
di sottrarsi con un indignato «io rispondo solo
ai contribuenti italiani». Correttamente, si
riferiva allo stipendio di parlamentare,
corrisposto dal Tesoro dei rispettivi Paesi di
origine anche agli eletti nell’assemblea di
Strasburgo. Nello stesso tempo, però, evitava
di affrontare l’argomento scottante dei bonus,
in quel caso tutti a carico del bilancio
comunitario. AMANTE DEI PRIVILEGI
«È stato il mio presidente alla Commissione
Affari costituzionali, che Napolitano era il
contrario della modestia che esibisce in
pubblico, davvero un appassionato dei privilegi.
Li difendeva a spada tratta sostenendo che ciò
che è consentito dalla legge si può fare»,
ricorda Martin. C’è da crederci: i benefit
gli hanno fruttato – beninteso del tutto
lecitamente – la bellezza di «200mila euro
netti di reddito extra, esentasse in cinque anni».
Per limitarsi ai viaggi. Il calcolo è presto
fatto: 40 trasferte annuali che, a prezzo
ridotto, valgono 1.000 euro l’una, contando
che ognuna comprende un’andata e un ritorno.
Ed è pur sempre un totale per difetto,
oltretutto limitato al periodo tra il 1999 e il
2004. “
Napolitano
ha aperto la conferenza di
Firenze voluta dalla Bindi
Famiglia,
«superare divisioni
laici-cattolici»
Il
presidente: «Ineludibile il
riconoscimento dei diritti di
unioni che non sono
equiparabili alla famiglia
fondata sul matrimonio»
FIRENZE - La Costituzione sia un
punto di riferimento per
sostenere la famiglia al di là
delle divisioni tra laici e
cattolici. E' l'invito rivolto
dal capo dello Stato Napolitano
aprendo a Firenze la Conferenza
nazionale per la famiglia voluta
dalla Bindi e già ribattezzata
conferenza della discordia,
boicottata com'è da un intero
settore dell’Unione (la
sinistra radicale) perché
troppo in sintonia con le
motivazioni del Family day e
della Cei. Dunque, sottolinea
Napolitano, i valori li indica
la Costituzione ma «la Chiesa
va ascoltata», quindi sì al
riconoscimento dei diritti alle
coppie di fatto ma senza la
pretesa di equiparle alla
famiglia fondata sul matrimonio:
«E' ineludibile un
riconoscimento formale dei
diritti e dei doveri di unioni
che non sono confondibili o
equiparabili rispetto alla
famiglia fondata sul matrimonio,
ma che vanno concretamente
assunte come destinatarie dei
principi fondativi della
Costituzione senza alcuna
discriminazione» precisa il
capo dello Stato.
OLTRE
LE DIVISIONI - «Siamo
difronte a forme di famiglia
nuove mai così diffuse: c'è
ampio spazio per un confronto
costruttivo, per un'analisi sul
piano delle analisi. Cerchiamo
risposte che non dividano il
Paese, che non scivolino sul
piano inclinato di
un'artificiosa e perniciosa
contrapposizione fra cattolici e
laici» auspica il presidente.
Per superare fratture e
divisioni Napolitano fa leva
sulla Costituzione: «L'impegno
a favore della famiglia «è
stato sancito già 60 anni
orsono nella Costituzione
repubblicana, in quella sua
prima parte che non è stata mai
messa in questione da nessuno
schieramento politico e che può
dunque ritenersi sempre
condivisa». La massima carica
dello Stato indica come luogo
del dialogo «il Parlamento, le
istituzioni rappresentative
dello Stato democratico» ma
sollecita anche un «attento e
serio ascolto delle
preoccupazioni e dei contributi
di pensiero che possono venire
dalla Chiesa e dalle
organizzazioni cattoliche, come
da ogni altra componente della
società civile».
«IMPEGNO
INELUDIBILE» -
Napolitano si è poi appellato
alle forze sociali: «Colgo
l’occasione non solo per
illustrare orientamenti e
obiettivi dell’azione di
governo, ma per chiamare tutte
le componenti della società
italiana a un impegno che oggi,
ancor più di ieri appare
ineludibile. Parlo
dell’impegno a favorire e
sostenere la piena affermazione
dei valori, delle risorse, delle
missioni della famiglia» ha
detto il presidente della
Repubblica nel salone dei
Cinquecento a Palazzo Vecchio,
sede del comune di Firenze. «Abbiamo
un assoluto bisogno della
famiglia come centro di
educazione civile, si deve
favorire la creazione di sempre
nuove famiglie non si può fare
affidamento solo su quelle degli
immigrati».
COME
FARE - I punti centrali
per Napolitano? «Sostenere il
desiderio di paternità e
maternità, elevare il tasso di
occupazione femminile, rendere
possibile la combinazione tra
vita lavorativa e familiare, in
una parità ed eguaglianza di
doveri ed impegni fra coniugi,
sostegno ai genitori nella
crescita, cura e educazione dei
figli».
24 maggio 2007
CHE COPPIA «Guidare con Shumi?
Bellissimo». Il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano
prova la nuova Fiat 500 nei
cortili del Quirinale. Al suo
fianco l'ex campione di Formula 1
Michael Schumacher (Ansa)
LA VENDETTA DEGLI
ELETTORI
L'Irlanda ha votato NO contro L'EUROCASTA
Un "no" chiaro ed inequivocabile
ha vinto il referendum Irlandese sul Trattato di
Lisbona, contro l'eurocasta di pezzidimerda.
La mostruosa, elefantesca ed iperburocratica
struttura di politici falliti, che garantisce la
sopravvivenza di quel furto legalizzato che si
chiama Unione UEuropea.
Una voragine senza fine dove vengono buttati senza
alcun riguardo, purtroppo per loro i soldi dei
contribuenti degli stati membri...contro la loro
volontà. L'irlanda è solo l'ultimo degli stati
che ha detto no dopo la Francia.
Infatti per pagare i suoi 50mila dipendenti
parenti di amici degli amici, politici di mezza
tacca , nullafacenti o e nulla sapentifare, le varie
commissioni, il funzionamento del cosiddetto
parlamento d'Europa, le spese di viaggio, di
soggiorno, le marchette con zoccole e trans dei
suddetti, i vari
affitti e chi ne ha più ne metta, gli stati
membri hanno dato qualcosa come (udite udite!) 115
miliardi di euro di merda, che è una moneta che
non vale un beneamato cazzo, ma serve a qualche
maiale di Bruxelles, (Trichet?) per speculare sui
cambi. Tipo. Faccio crollare il valore del
dollaro, mi e i me amis li compriamo e li
rivendiamo rivalutati..in Euro si intende.
Si avete letto bene CENTOQUINDICIMILIARDI DI
QUELLA CAZZO DI MONETA DEL MONOPOLI CHE E' L'EURO!
Quel testa di vitello tonnato di Prodi
non appena si era saputo l'esito del referendum
aveva affermato: Si va bè, ma non si può tenere
conto dell'1% circa della popolazione Europea,
sapendo benissimo il fallito, che per la ratifica
serve l'unanimità.
Detto da uno che ha governato con gente che gli ha
portato in dote per star attaccato alla poltrona
il prefisso di Milano come percentuale, è tutto
dire. Solo per i portaborse degli europezzidimerda
nel 2008 si spenderanno cifre da capogiro alla
faccia di chi non arriva a fine mese.
QUESTA SIGNORI E' L'UE!
Una vera eurocasta dove si bruciano
miliardi per non aqrrivare a nulla!
Per continuare a garantire ai ricchi di diventare
sempre più ricchi (multinazionali
europuttanizzate) e affini e ai poveri di
diventare sempre più poveri con tutti i problemi
di sicurezza e di criminalità generati da una
irresponsabile libera circolazione della persone.
Se a Bruxelles e Strasburgo la politica fosse
governata dalla decenza, il voto Irlandese che ha
bocciato il trattato di Lisbona, sancirebbe la
fine di imporre agli Europei regole e leggi che
rifiutano.
E smettiamola con le storielle amene
secondo le quali chi è contro L'UE sarebbe
tendenzialmente di destra, E' falso! Francis Wurtz,
leader dei comunisti europei ha commentato cos' il
voto Irlandese; Accolgo con entusiasmo il
risultato! E' giunta l'ora di fare un e rimettere
il sociale al centro del progetto europeo ( a
sapere che cazzo è..?)
Non a caso le due forze politiche che in Italia
hanno brindato (con la Guinnes) alla bocciatura
Irlandese sono proprio la Lega e Prc.
Il voto Irlandese è stato anche e senz'altro il
frutto di una persistente lontananza delle
Istituzioni europeee dai cittadini e di quella
forma di arroganza che gli Europezzidimerda
continuano a manifestare nei confronti di quie
paesi che si permettono di criticare, giustamente,
l'operato.
Grazie Irlanda! Thank You Ireland!
Pensiero originale di DP concluso da me.
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