| Prima
legge: Il trauma è il detonatore
Ogni
malattia è causata da un trauma emotivo che
ci coglie impreparati, ci prende in
contropiede, un trauma che viviamo in
solitudine e che non sappiamo come
risolvere.
Allo scopo di continuare la specie, l'uomo
ha sviluppato col passare del tempo dei
programmi biologici di sopravvivenza che
sono diventati automatici e si sono
inscritti nel suo cervello, nelle sue
cellule.
Esiste una triade indissociabile: mente-cervello-corpo,
tre unità che funzionano sempre insieme.
a) Il cervello non è in grado di
distinguere tra reale e simbolico, tra realtà
e immaginazione.
b) Siamo programmati per sopravvivere,
quindi la malattia è la soluzione perfetta
del cervello in termini biologici di
sopravvivenza.
c) Tutte le volte che un individuo viene
colpito da un trauma emotivo che abbia le
seguenti caratteristiche:
- vissuto in maniera drammatica
- ci colga impreparati
- l'emoziona abbia il sopravvento sulla
ragione
- sia vissuto in solitudine, rimuginando
continuamente il problema
- non si trovi una soluzione soddisfacente
Allora e solo allora il cervello entra in
azione mettendo in moto uno speciale
programma biologico per la sopravvivenza
dell'individuo.
L'intensità del trauma emotivo determinerà
la gravità della malattia, mentre il tipo
di emozione determinerà la localizzazione
nel corpo.
Quindi la malattia è un simultaneo
squilibrio a livello psichico, cerebrale e
fisico dovuto ad un trauma emotivo.
Senza conflitto non vi è malattia,
rendersene conto è il primo passo verso la
guarigione!
Seconda
legge: niente esiste senza il suo contrario
Viviamo in
un mondo polare, non esiste il giorno se non
c'è la notte, la salute non ha senso senza
la malattia, ecc. La medicina ufficiale ha
individuato circa un migliaio di malattie,
suddividendole in malattie
"fredde" e malattie
"calde". Quelle "fredde"
sono: stato continuo di stress, insonnia,
cancro, angina pectoris, neurodermatiti,
psicopatologie, ecc. quelle
"calde" sono: infezioni,
reumatismi, allergie, esantemi, ecc. In
verità non esiste una malattia
"fredda" o una malattia
"calda", ma piuttosto esistono
fasi alterne "fredde" e
"calde". Tutte le malattie
presentano appunto due fasi: fase
"fredda" detta simpaticotonia, e
fase "calda" detta vagotonia. E'
sempre la fase "fredda" che arriva
per prima, seguita dalla fase
"calda" di riparazione una volta
superato il trauma. Il superamento del
trauma è la chiave di volta per passare in
fase di riparazione.
FASE FREDDA:
Al verificarsi di un trauma emotivo che ci
coglie impreparati, ci prende in
contropiede, che viviamo in solitudine e che
non sappiamo come risolvere, i tre livelli
dell'essere (mente-cervello-corpo) entrano
in una fase di reazione per poter
sopravvivere:
- a livello psichico: il paziente
continua a rimuginare il suo problema, è
stressato, non ha più fame, dimagrisce, fa
fatica ad addormentarsi. In questo continuo
stato di allarme tutte le energie sono
mobilitate al solo fine di superare il
trauma.
- a livello cerebrale: si producono
dei cerchi concentrici (focolai) in una
certa area del cervello che presiede al
funzionamento di un organo ben preciso. Alla
TAC cerebrale senza liquido di contrasto i
focolai di Hamer sono chiaramente visibili.
- a livello fisico: il cervello può
dare solo quattro ordini: creare una massa
(tumore, ciste, ecc) scavare un buco (lisi),
bloccare, sbloccare un organo.
FASE CALDA:
Questa fase ha inizio solamente al
momento della soluzione del conflitto.
- a livello psichico: iniziamo a
tirare il fiato. Lo stress si dilegua, il
conflitto è stato risolto. Torna
l'appetito, le estremità del corpo
riprendono ad essere calde.
- a livello cerebrale: nell'area del
cervello dove si è verificato il
"cortocircuito" comincia a
formarsi l'edema di riparazione. Una volta
terminata la riparazione una crisi
epilettoide (tremori, sudori freddi, stress,
evacuazioni urinarie) verificherà se
l'evento conflittuale è stato completamente
superato; in caso affermativo l'edema sarà
evacuato tramite la diuresi, in caso
negativo si manifesterà con fasi alterne di
ricadute e risoluzioni che avranno come
conseguenza il formarsi di una cisti
cerebrale al posto dell'edema.
- livello fisico: già prima della
crisi epilettoide la malattia smette di
progredire ed il cervello si ripara. Nella
fase di vagotonia (fase calda) il paziente
entra in uno stato di infiammazione; tutte
le energie sono ora tese alla risoluzione
cerebrale e fisica: può avere stati
febbrili, dolori diffusi o localizzati e
molta stanchezza. Tutti gli stati
infiammatori sono delle riparazioni, ivi
comprese le malattie infettive. E' da tener
presente che la fase di riparazione può
essere anche più pericolosa della fase di
malattia.
Terza
legge: Il sistema ontogenetico dei tumori e
delle malattie equivalenti
Il termine
ontogenetico si riferisce alla vita
embrionale dell'individuo e si parla di
"malattie equivalenti" perché non
solo i tumori, ma tutte la malattie, si
comportano secondo l'enunciato delle cinque
leggi.
La ragione di tutti i comportamenti
biologici risale alla notte dei tempi e
comincia con l'apparizione della prima
cellula sul nostro pianeta.
Abbiamo già detto che l'uomo non sarebbe
potuto sopravvivere fino ad oggi se non
avesse integrato nel suo cervello programmi
biologici di sopravvivenza volti al
superamento di ogni genere di ostacoli che
nel corso dei millenni si sono presentati
sul cammino della sua evoluzione. Una volta
superato l'ostacolo, la soluzione viene
trasmessa alle generazioni future: nei
primi due mesi di vita intrauterina il feto
incarna tutta questa memoria dall'inizio
della vita ad oggi.
- prima
tappa dell' evoluzione:
La cellula per continuare deve respirare,
mangiare, eliminare e riprodursi.
Col passare dei secoli la nostra cellula si
associa ad altre cellule e diventa un
organismo pluricellulare adattandosi così
alle situazioni contingenti. Se, per
esempio, esso vive in un luogo dove
l'ossigeno scarseggia, entra in una fase di
stress e trova la soluzione al problema
moltiplicando le cellule specializzate nella
respirazione. Creerà una specie di tumore,
una proliferazione cellulare. Dunque a
questo stadio della vita, la sopravvivenza
è assicurata da un aumento delle cellule là
dove è necessario e l'ordine di
proliferazione viene impartito da una
struttura cerebrale arcaica che diverrà il
tronco cerebrale.
Ciò che avviene nel ventre materno in
qualche modo ripercorre tutti gli stadi
dell'evoluzione, tant'è vero che, nel corso
del suo sviluppo, l'embrione sembrerà di
volta in volta un'ameba, un girino, ecc.
Cos'à ereditato l'uomo moderno dalla prima
tappa dell'evoluzione della vita sulla
Terra? Quali sono gli eventi conflittuali?
Sono conflitti che riguardano il...boccone!
Un boccone di cibo, d'aria, un boccone da
espellere, un boccone in senso figurato
(nutrirsi, respirare, eliminare). L'uomo
quando si sente crollare tutto addosso, il
cervello trattiene i liquidi. Per quanto
riguarda la funzione riproduttiva, i
conflitti interesseranno l'endometrio e
parte della prostata.
- seconda
tappa dell'evoluzione:
Qui assistiamo al passaggio degli organismi
viventi dall'ambiente acquatico a quello
terrestre. Ora deve proteggersi dal nuovo
mondo che lo circonda: là dove sarà
aggredito dai raggi solari, il cervello
produrrà un ispessimento delle membrane per
evitare di morire bruciato. Nel ventre
materno, l'embrione continua a perfezionarsi
irrubostendo tutte le membrane: derma,
pleura, peritoneo, pericardio.
Quali tracce psichiche rimarranno registrate
nella memoria dell'uomo moderno? In generale
tutti i conflitti relativi alla paura di
venire aggrediti, di subire un'aggressione
contro l'integrità fisica all'altezza del
torace (mesotelioma pleurico), della cavità
addominale (mesotelioma peritoneale), del
cuore (mesotelioma del pericardio). Fanno
ancora parte tutti i conflitti relativi al
sentirsi in qualche modo colpiti nella
propria integrità morale, insozzati:
attacchi vissuti sulla pelle che daranno
luogo a melanomi. La pelle è la parte del
nostro corpo che per prima entra in contatto
con gli altri individui
- terza
tappa dell'evoluzione:
Per il nostro piccolo organismo è ora di
muoversi, esplorare l'ambiente circostante.
Dovrà quindi sviluppare uno scheletro, dei
muscoli e dei tendini. Ma se il mondo verso
il quale tende (la terra) non è migliore di
quello dal quale proviene (l'acqua), deciderà
di tornare indietro e dovrà quindi perdere
gli organi che aveva espressamente
sviluppato: dovrà fare una lisi (riduzione
cellulare, necrosi), perdere sostanza.
Nel ventre materno comincia è il momento in
cui compare il sistema osseo e muscolare.
Questa fase corrisponde allo sviluppo del
proprio valore. Qui i conflitti sono di svalutazione
di sé (osteoporosi).
-quarta
tappa dell'evoluzione:
E' un ulteriore precisarsi di tutte le tappe
precedenti, il passaggio da: "mi sposto
sulla superficie e mi misuro con il nuovo
ambiente" a "entro in
comunicazione con altri individui". Si
affinano gli organi sensoriali:
Sul piano psichico assistiamo ad una
proiezione di sé in un contesto sempre più
vasto e complesso. Se ho paura di morire la
soluzione biologica del cervello sarà
quella di aumentare gli alveoli polmonari
per prendere più aria e sopravvivere,
insomma una proliferazione cellulare, un
cancro ai polmoni. Se invece mi
"tolgono il fiato", mi "manca
il respiro", ossia un conflitto
dipendente dal mio rapporto con gli altri,
la soluzione sarà quella di ulcerare i
bronchi affinché passi più aria. Mentre se
il conflitto è legato a dover andare allo
stesso tempo in due direzioni diverse e non
sappiamo cosa decidere, la soluzione
biologica è la paralisi delle gambe (blocco
funzionale).
In sintesi:
Al verificarsi di un conflitto inatteso,
senza soluzione apparente, vissuto in
solitudine, la patologia si esprime
contemporaneamente a livello mentale,
cerebrale e organico.
- a livello mentale c'è uno stato di stress
permanente
- a livello cerebrale si verifica un corto
circuito in una specifica area del cervello
- a livello organico avviene la
proliferazione cellulare (tumore) oppure la
lisi (perdita di sostanza) o ancora un
blocco funzionale (paralisi).
L'eliminazione del conflitto è la chiave
di svolta che permette di passare alla fase
di riparazione.
Quarta
legge: I microbi sono al servizio del
cervello:
I microbi
sono nostri alleati, sono loro che si
occupano di riparare i danni durante la
seconda fase. E' il cervello che invia
l'ordine ai nostri amici virus, funghi o
batteri.
Tutti i microbi arrivano, proliferano e
scompaiono per favorire la riparazione
secondo una logica ben precisa in sincronia
con il nostro cervello e il nostro corpo.
Essi fanno parte del programma biologico
della Natura.
l'uomo convive con i microbi: il nostro
corpo contiene dieci volte più batteri che
cellule umane: centomila miliardi
Quinta
legge: della quintessenza:
Tutti i
comportamenti dell'uomo (e malattie) sono
determinati da programmi speciali di
sopravvivenza inscritti nel cervello fin
dalla notte dei tempi. La malattia è una
soluzione biologica del cervello, l'ultima
possibilità di sopravvivenza.
Ogni organismo vivente possiede un cervello
più o meno sviluppato, in grado di captare
inconsciamente le informazioni provenienti
dal mondo che lo circonda. Le cellule i
batteri che abitano in noi, i vari organi,
tutto funziona all'unisono, con lo steso
ritmo del cervello principale.
La
malattia ha sempre un senso. Essa è utile,
necessaria, vitale per l'individuo e per
l'evoluzione della specie.
Tratto da La
medicina sottosopra. E se Hamer avesse
ragione? di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin
ed. Amrita
Ago
aspirato:
In base alla conoscenza della Nuova Medicina
riguardo al fatto che anche nel caso di un
cancro si trova sempre la stessa formazione
istologica nel medesimo punto dell'organo,
diventano praticamente del tutto superflue
delle prove mediante ago aspirato o
escissione. In base alla nostra esperienza
sappiamo che la TAC cerebrale può fornire
dati più sicuri su una formazione
istologica rispetto a una biopsia.
Un'escissione, nel caso di un osteosarcoma,
costituisce quasi sempre l'inizio di una
catastrofe, perché il liquido del callo che
si trova sotto pressione si fa strada
attraverso il periosto aperto versandosi nel
tessuto circostante e li causa un enorme
sarcoma. Se non fosse stata fatta nessuna
prova di escissione il tessuto circostante
esternamente sarebbe stato "solo"
gonfio perché il liquido fuoriesce
attraverso il periostio ma non le cellule
del callo. Avremo un processo, come nel caso
di un reumatismo articolare acuto, che dopo
un certo periodo di tempo regredisce
spontaneamente.
L'aspirazione con l'ago può avere delle
conseguenze fatali ad esempio dove viene
aperto verso l'esterno un cosiddetto ascesso
freddo del seno, cioè un adenocarcinoma
della ghiandola mammaria nella fase post
conflittuale. Appare quindi una secrezione
tubercolotica maleodorante dal seno. Come
nel caso dell'osteolisi in fase di
riparazione che viene aperta e dove la
fuoriuscita di callo può essere impedita
momentaneamente con la chemio, va a finire
perlopiù con l'amputazione, così anche nel
caso del seno agoaspirato si arriva spesso
all'amputazione.
Tratto da
"Il capovolgimento diagnostico, la
genesi delle malattie e in particolare il
cancro" del dott. Ryke Geer Hamer,
ed. "Amici di Dirk" Fuengirola,
Spagna
Operazioni:
Le
operazioni eseguite sono in gran parte delle
cosiddette operazioni tumorali. Sappiamo che
tutte le necrosi dirette dal midollo
cerebrale nella fase di riparazione danno
dei tumori sin qui chiamati maligni
(linfomi, osteosarcomi, cisti renali, cisti
ovariche); per la Nuova Medicina sono tutti
"tumori di riparazione", cioè
delle innocue proliferazioni cellulari che
è consentito operare solo se causano un
impedimento meccanico o se sono
psichicamente inaccettabili al paziente.
Nei tumori diretti dal paleoencefalo abbiamo
ancora bisogno del chirurgo proprio come
abbiamo bisogno del cacciatore da quando non
ci sono più lupi nel bosco: occorre
distinguere esattamente, ad esempio quanto
è grande il tumore intestinale, se si
arrivasse alla soluzione del conflitto. Se
il tumore è ancora relativamente piccolo si
può ritenere che anche in assenza di TBC
non si possono presentare delle
complicazioni. Se però il tumore è grosso
e in qualunque momento può causa una
occlusione intestinale allora si deve
valutare con molto attenzione se attendere
la fase di riparazione.
Il caso sicuramente più favorevole per
un'operazione chirurgica si ha quando il
paziente si trova nella fase attiva, perché
nella fase di riparazione l'anestesia
presenta dei rischi più elevati a causa
della vagotonia.
Nella Nuova Medicina si sono anche delle
indicazioni chirurgiche, pure di tipo
negativo, ad esempio una cisti ovarica o
renale, che hanno un ritmo simile a quello
di una gravidanza e hanno bisogno di nove
mesi circa per indurirsi e per poter
riprendere la funzione organica che spetta
loro. In questi nove mesi non è consentito
operare perché durante tale periodo le
cisti sono cresciute a ridosso degli altri
organi viscerali dove, in mancanza di un
proprio sistema arterioso e venoso, si
riforniscono temporaneamente del sangue
necessario. Questo processo è stato mal
interpretato come "crescita tumorale
maligna infiltrante". La prova si è
avuta proprio quando dopo l'ablazione della
ciste tali "parti tumorali"
infiltrate continuavano a crescere per il
resto dei nove mesi e in seguito dovevano
essere operate di nuovo rivelandosi così
come particolarmente maligne. Ma se lasciamo
che trascorrano i nove mesi, allora le
piccole cisti fino a 12 cm possibilmente non
dovranno essere operate perché queste cisti
assolvono la funzione della produzione
ormonale, rispettivamente, per il rene,
della eliminazione dell'urina, come appunto
l'organismo prevede.
Tratto da
"Il capovolgimento diagnostico, la
genesi delle malattie e in particolare il
cancro" del dott. Ryke Geer Hamer,
ed. "Amici di Dirk" Fuengirola,
Spagna
Sostanze
cancerogene?
secondo Hamer non esiste alcuna prova
dell'esistenza di sostanze cancerogene. Le
argomentazioni a sostegno di questa tesi
sono:
1) non è possibile provocare tumori su
organi le cui connessioni nervose con il
cervello sono state tagliate (organi
trapiantati)
2) le sostanze inoculate agli animali per
indurre il cancro non inducono nulla se non
c'è l'intervento del cervello. Esse possono
distruggere, avvelenare ma non indurre il
tumore. Le radiazioni distruggono le cellule
ma non provocano i tumori.
Metastasi
e chemioterapia: secondo la medicina
ufficiale le cellule cancerogene migrano dal
cancro primario per via arteriosa o
linfatica; ma questa è solo un'ipotesi, mai
dimostrata in laboratorio. Per di più
il cancro al seno è una massa mentre il
cancro alle ossa è una lisi: queste cellule
tumorali devono essere molto intelligenti
per modificarsi strada facendo! Secondo
Hamer le metastasi sono nuovi conflitti
provocati da nuovi choc conflittuali,
provocati cioè dallo choc da diagnosi e
prognosi mediche apparentemente
ineluttabili. Il paziente cui viene
diagnosticato il cancro, cioè viene preso
dal panico del "brutto male che
prolifera in modo anarchico e dal quale
apparentemente non c'è scampo", e
"questo panico" sarebbe il nuovo
choc all'origine di quelle che vengono
chiamate metastasi: autosvalutazione,
"non ho più alcuno valore"-->
cancro alle ossa, paura di morire -->
cancro ai polmoni, tutto mi crolla addosso
--> patologia renale, mi sento ai margini
della società --> patologia della pelle.
Secondo Hamer il 30% dei cancri operati,
sono vecchi cancri senza pericolo. Se questo
30% è sottoposto a sedute di chemioterapia,
una parte di questi subirà un nuovo
conflitto di panico e morirà, ma coloro che
non avranno vissuto un nuovo trauma emotivo
(malgrado l'intervento e la chemioterapia
che elimina il vecchio cancro incapsulato)
certamente guariranno.
Tratto da: http://asac.multimania.com/,
http://www.krebsinformation.de/ e
La medicina sottosopra. E se Hamer avesse
ragione? di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin
ed. Amrita
Minaccia
di morte
Il 15
maggio 2001 il dott. Hamer ha fatto
pubblicamente un'accusa formale della sua
persecuzione affermando che la comunità
massonica Giudea vuole assassinarlo. A
quanto pare tale confraternita da oltre
quarant'anni utilizza come metodo
terapeutico e/o preventivo i principi
cardine della Nuova Medicina (di Hamer) e
appunto la diffusione incondizionata di tale
teoria medica rivoluzionaria metterebbe a
rischio la "sopravvivenza" della
comunità stessa.
Condanna
a cinque anni di carcere
Il 5
ottobre 2001 il dott. Hamer è stato
giudicato in appello, colpevole di
"abuso della professione medica"
da un giudice del tribunale francese, e
condannato a cinque anni di carcere.
Elenco
delle patologie e spiegazione secondo Hamer
1.
Cancro al seno sinistro, cervelletto destro:
emozione detta del"conflitto del
nido". Hamer definisce tale conflitto
come "conflitto madre-figlio
piccolo" (ancora sotto la tutela dei
genitori) reale o virtuale ; per esempio,
succede qualcosa al figlio e la madre se ne
attribuisce la colpa ; o succede qualcosa al
marito invalido (vissuto come figlio piccolo
"virtuale") e la moglie se ne
attribuisce la colpa; oppure ancora
conflitto coniugale caratterizzato da
collera, verso marito ritenuto
irresponsabile (cioè figlio piccolo
"virtuale").
2. Cancro seno destro, cervelletto
sinistro: conflitto madre-figlio grande;
per esempio, la madre soffre , perché il
figlio o la figlia si allontana o si sposa,
o non le dà retta come lei vorrebbe o le
crea preoccupazioni o in effetti non è in
accordo, ma può anche essere il caso di uno
stress fisico, legato al rimanere in casa
dei figli grandi, che devono essere
accuditi.
3. Cancro dei linfonodi ascellari, della
pleura : come il cancro del seno, con
uno sviluppo temporale più rapido.
4. Cancro dei bronchi: in fase attiva
vi è ulcerazione, in fase di riparazione le
ulcere si chiudono. Conflitto di territorio
indiretto, cioè quando la sfera personale e
dello spazio vitale è insidiata da sensi di
colpa, da minacce o semplicemente da paure,
da insicurezze irrisolte dell'infanzia o
dell'adolescenza, riattivate da specifici
eventi. Per es. “mi togli l’aria”,
“lasciami respirare”, "non ho più
il mio spazio" ecc.
5. Cancro peribronchiale del mediastino:
simile, anche come localizzazione cerebrale,
al cancro bronchiale, causato da paura di
perdere la salute, paura di perdere il
partner, paura della solitudine, paura
dell’ignoto.
6. Cancro dei polmoni (alveoli
polmonari): in fase attiva carcinoma, la
fase di riparazione avviene mediante
tubercolosi polmonare. Qui rappresenta la
paura arcaica di morire, di non poter più
respirare. Conflitti familiari solitamente,
ma anche di lavoro, dove l'individuo è
stato lungamente e pesantemente soppresso e
infine è accaduto un episodio che ha fatto
traboccare il vaso, eventualmente anche
qualcosa obiettivamente ma non
soggettivamente insignificante.
7. Cuore e coronarie: dalla
letteratura medica è noto che i tumori del
cuore sono un'eventualità rarissima ; ma
Hamer considera i disturbi ischemici del
cuore alla stregua di tumori.
Per effetto di un conflitto, il tessuto
cardiaco e la parete delle coronarie si
gonfia, sino ad occludere la
circolazione,provocando dunque un infarto.
Le sedi cerebrali colpite parallelamente al
cuore, sono il cervelletto e il lobo
temporale controlaterale : se il disturbo ha
sede nella parte destra del cuore, sono
coinvolti il lobo cerebellare sinistro e il
lobo temporale sinistro; viceversa nel caso
della parte sinistra del cuore.
Il conflitto riguarda la difesa e la
conquista del territorio, per esempio sul
lavoro(connessione con il cuore sinistro) ma
anche nel campo degli affetti (connessione
con il cuore destro).
8) Cancro dei gangli linfatici del collo,
dei gangli sopraclavicolari, dei gangli
linfatici mediastinici: bulbo spinale e
corteccia frontale controlaterale;
conflitto: paura delle malattie e della
morte, che diviene una fissazione dopo un
episodio nel quale si è temuto per la
propria salute o quella dei propri cari o
dopo un episodio di malattia o di morte, da
cui si è rimasti molto impressionati.
9) Tiroide: area cerebrale e
conflitto del tutto sovrapponibile a quelli
dei gangli linfatici del collo,
sopraclavicolari e mediastinici;
"bisogna fare in fretta",
"presto, presto, non c'è abbastanza
tempo per far tutto", "non ce la
faccio a star dietro agli avvenimenti".
10) Cancro della laringe: simile ai
tumori della tiroide e dei gangli linfatici
del collo, ma con un episodio scatenante,
nel quale l'individuo rischiò di soffocare
o annegare o qualcuno a lui caro; area
cerebrale : corteccia frontale
interemisferica.
11) cancro della mucosa orale, dei seni
paranasali, delle ossa facciali: regione
encefalica retro-orbitale, frontobasale e/o
temporale omolaterale (dalla stessa parte) ;
conflitto legato a qualcosa difficile da
masticare , o da odorare o difficile da
affrontare. Per esempio, una situazione
familiare di litigi continui è difficile da
masticare quotidianamente e ci può essere
sempre una goccia che fa traboccare il vaso
; l'odore può essere connesso ad episodi
emozionalmente molto negativi
(traumi,operazioni), dove era presente un
forte odore(per esempio di benzina nel caso
di incidente stradale o di etere o alcool,
nel caso di interventi chirurgici); il viso
è connesso ad episodi , nei quali il viso
è stato sfigurato o traumatizzato oppure
nei quali si è trovato insopportabile
affrontare "a viso aperto"
qualcuno, di cui si ha timore.
12) Cancro delle ossa : la
localizzazione nel sistema nervoso è a
carico della sostanza grigia cerebrale;
conflitto di autosvalutazione, in quanto lo
scheletro è la parte che maggiormente nel
corpo rappresenta l'Io.
In fase attiva si ha decalcificazione,
mentre in fase di riparazione leucemia o
osteosarcoma.
13) Cancro della pelle, melanoma : connesso
in generale con il cervelletto; qualche
malattia o deformazione della pelle vista su
di sé o su altri ha impressionato
profondamente l'individuo, creando in lui
forte repulsione per tutto ciò che appare
sporco o deformato oppure il conflitto può
nascere da una profonda delusione relativa
al proprio aspetto o al proprio modo di
apparire agli altri.
14) sclerosi a placche: colpisce la
guaina isolante che riveste i nervi,formata
da un lipide complesso chiamato mielina; il
venir meno della mielina produce delle"
placche " di demielinizzazione, dove i
nervi, nei quali si propaga l'elettricità
per la regolazione degli organi e dei
muscoli in particolare,sono fra di loro in
cortocircuito e sono inutilizzabili per la
conduzione nervosa; perciò si producono
delle paralisi muscolari, che possono
regredire o peggiorare alternativamente, in
relazione con la rigenerazione delle guaine
e la loro distruzione, come una costruzione
di sabbia sul bagnasciuga viene azzerata
dalle onde e nuovamente ricostruita dai
bambini.
Aree del sistema nervoso centrale colpite:
qualsiasi area può venire colpita, in modo
del tutto variabile e imprevedibile.
Il conflitto alla base della sclerosi è un
conflitto di dipendenza da una figura
genitoriale, che imprigiona la personalità
individuale dentro un involucro isolante
(una guaina psichica), che impedisce
all'individuo il contatto diretto con
l'ambiente circostante.
L'inizio della sclerosi è connesso con un
evento psichicamente traumatico (per esempio
un divorzio da un partner, che di solito
viene scelto inconsapevolmente del tutto
simile alla figura genitoriale).
15) Cancro dello stomaco : tronco
cerebrale inferiore,bulbo; conflitto:
episodio o episodi indigesti, il
"boccone" che rimane nello
stomaco, spesso con familiari, costretti a
vivere sotto lo stesso tetto o in vicinanza;
in fase attiva adenocarcinoma in fase di
riparazione intervengono funghi e
micobatteri a caseificare il tumore.
16) Cancro del duodeno: tronco
cerebrale inferiore, bulbo; conflitto
analogo a quello dello stomaco, ma in
personalità sanguigne, che devono
sopprimere i propri normali sfoghi
emozionali per convenienza sociale o
materiale.
17) Cancro del pancreas : tronco
cerebrale; conflitto analogo a quello dello
stomaco e duodeno, in personalità molto
fini e sensibili, che si offendono molto per
le indelicatezze subite.
18) Cancro del fegato e cistifellea:
tronco cerebrale, bulbo; conflitto: forte
arrabbiatura, spesso con parenti, per
questioni economiche, associato a sentimenti
negativi, come la gelosia e l'invidia. Paura
di morire di fame per mancanza di mezzi,
paura di mancare all’essenziale. Il
“cibo”
è tutto quello che serve alla
sopravvivenza, quindi: soldi, lavoro, ecc.
19) Cancro all'esofago : area
encefalica colpita è la regione
interventricolare, vicino alla base del
cranio; conflitto: un episodio per il quale
"non si è riusciti a mandar giù
qualcosa"; personalità: orgoglio
eccessivo, dolersi eccessivamente anche per
piccoli torti; precedente episodio
solitamente accaduto nell'infanzia di
scampato soffocamento per ingestione di un
oggetto o per asfissia, per esempio, dopo
avere messo la testa in un sacchetto di
cellophane o per rischio di annegamento.
20) Cancro del piccolo intestino: del
tutto simile a quello del duodeno.
21) grosso intestino: tronco
cerebrale; conflitto: situazione
eccessivamente complessa e pesante,difficile
da mandare avanti, sulla quale insorge un
evento traumatizzante, che toglie ogni gusto
della vita; personalità insicura,
eccessivamente timorosa di sbagliare e che
ha soffocato la propria vita sentimentale.
22) sigma : tronco cerebrale;
conflitto e personalità: come per il grosso
intestino, ma in modo ancora più
accentuato.
23) Cancro del retto : tronco
cerebrale ; conflitto : avere subito una
"stronzata" spesso da persona
della quale si aveva fiducia . Personalità
: come per il grosso intestino, con un
particolare atteggiamento perfezionista .
24) Cancro alla vescica: lobi
temporali ; conflitto : eccessiva assunzione
di responsabilità, spesso dei genitori nei
confronti dei figli adulti, che non sanno
badare da soli alla propria vita, ma anche
di manager, che si trovano in situazioni
troppo stressanti per loro; personalità :
testardaggine, impongono a se stessi e agli
altri una disciplina eccessivamente rigida .
25) Rene : mesencefalo; conflitto:
episodio connesso con un liquido: latte nei
poppanti (per esempio rigurgito che quasi lo
soffocava), acqua (per esempio rischio di
annegamento o acqua bollente su una parte
del corpo), acidi (causticazione accidentale
di un bambino, o anche di una persona adulta
sul lavoro); condizione di fondo: dover
sopportare una personalità sopraffacente la
propria sensibilità sul lavoro o in
famiglia.
In medicina cinese il rene è l'organo della
volontà e l'acqua è la portatrice della
sensibilità.
26) Cancro alla prostata: ponte, nel
tronco cerebrale; conflitto da sessualità
impropria, non nella norma, relativo alla
vita di coppia, ad un partner che si
comporta male, in modo spiacevole.
27) Cancro al testicolo : mesencefalo;
conflitto di perdita in seguito alla perdita
reale o figurata di un figlio; soppressione
sessuale, impedimento a formarsi una
famiglia, da parte del padre.
28) Cancro alle ovaie : mesencefalo;
conflitto: figlia, che subisce soppressione
sessuale e non, da parte della madre o, al
contrario, madre che non riesce a sopprimere
la vita sessuale del figlio o della figlia,
volendo trattenere la prole con sè ;
problemi sessuali con il marito o con il
compagno, nati dal fatto che lei non
desidera concepire, mentre lui vuole un
figlio, o viceversa; timore di essere
rimasta incinta in seguito a un rapporto
extraconiugale o, viceversa, timore di non
essere in grado di concepire, di non essere
fertile; litigio con il marito o il compagno
sui problemi della contraccezione.
29) Cancro al corpo dell'utero : ponte
(tronco cerebrale); conflitto: legato ad
aborti temuti, subiti o provocati a se
stessa; episodi prenatali di tentativo di
aborto subito, che agiscono come fattori
scatenanti profondi del conflitto legato
all'aborto.
30) Cancro all' orifizio e collo
dell'utero, vagina : lobo temporale
sinistro ; conflitto sessuale , che origina
dal fatto di non sentirsi posseduta , ma
anzi rifiutata , perché l'uomo agognato ha
preferito un'altra, oppure di sentirsi
trascurata sul piano sessuale ; mancanza di
figli e/o di rapporti sessuali.
Spesso tale conflitto è connesso con
disturbi coronarici o della conduzione a
carico del cuore destro o con embolia polmonare
destra.
Altre situazioni patologiche , anche se non
tumorali, presentano lo stesso andamento
bifasico , cioè una predisposizione fisica,
seguita da uno scatenamento psichico
conflittuale del problema .
31) malattie autoimmuni : conflitto
di auto-disistima in seguito a una sconfitta
vera o supposta; l'area più colpita
chiarisce il tipo di emozione implicata; per
esempio, se viene colpito in particolare il
fegato, l'emozione è di rabbia, se viene
colpito il polmone
l'emozione è di paura, se vengono colpiti i
vasi arteriosi in particolare, l'emozione è
di antagonismo, in seguito a un conflitto di
territorio; se vengono colpite le articolazioni,
il conflitto è di soppressione subita, di
solito da una figura parentale reale o
virtuale (artrite reumatoide).
32) malattie allergiche : Non esiste
allergia senza un conflitto a monte.
Ipersensibilità a situazioni difficili
reali o virtuali; anche qui il territorio più
colpito chiarisce le emozioni e le
motivazioni implicate .
33) Morbus Crohn : depressione per
chiusura dei rapporti interpersonali e
impossibilità di comunicare, perché una
persona emotivamente importante ha negato la
sua comunicazione.
34) Vitiligine : in seguito ad un
episodio traumatico, perdita della gioia di
vivere, che conduce ad una visione
pessimistica, "nera" delle cose.
Sono implicati organi endocrini, in
particolare l'ipofisi e l'epifisi.
35) Malattie infettive acute, come
l'influenza : Il virus dell'influenza
(come tutti i virus) nella fase di
riparazione aiuta a risolvere piccoli
conflitti di territorio, prevenendo così il
cancro ai bronchi.
Ben venga l'influenza!
36) Sindromi da immunodeficienza : conflitto
di perdita profondo, legato alla perdita
della stima di sé. Anche in presenza di
trauma da diagnosi.
37) Malattie del sangue: il sangue,
come l'osso, è connesso con l'io: in
effetti il sangue si produce all'interno del
midollo osseo; il conflitto in questo caso
è legato a una crisi di identificazione con
modelli di comportamento o di pensiero
proposti dall'ambiente in cui si vive e a
perdita del senso di gioia e libertà della
vita.
38) Anoressia: conflitto: venire
rifiutati, sentirsi abbandonati e in
pericolo.
39) Leucemia: fase di riparazione di
profondi conflitti di autosvalutazione. A
grosse lisi ossee seguiranno grosse
ricalcificazioni che richiederanno una
maggiore quantità di cellule sanguigne (una
leucemia). La leucemia si arresterà alla
fine di questo processo. Per quanto riguarda
i bimbi che nascono con la leucemia, siamo
sempre in presenza di una fase di
riparazione conseguente ad un conflitto di
svalutazione che si è prodotto in fase
intrauterina (cordone ombelicale
attorcigliato attorno al collo, desiderio di
uscire, ecc).
40) Morbo di Parkinson: è un
conflitto relativo alla motricità che è
vissuto con un'alternanza di fasi attive e
di fasi di risoluzione. I tremiti sono
presenti nella fase di vagotonia, ma il
malato li teme, e ricade in fase attiva.
41) Torcicllo: conflitto di
autosvalutazione intellettuale; voler girare
la testa per guardare qualcuno, ma avere
forti remore d'ordine etico: due ordini
contraddittori al cervello, riguardanti la
mobilità del collo.
Tratto dal
sito www.naturalismedicina.com
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