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Capitalismo
totalitario
Dal libro
"DITTATURE:
la storia occulta" di Antonella Randazzo
"Pochissimi
capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno
saranno occupati a far soldi.
Il pubblico probabilmente non capirà che è
contro il suo interesse"
Jacob
Rothschild
I
sistemi totalitari moderni potrebbero essere
definiti "dittature del capitalismo dei
compari". In questi sistemi, un gruppo di
persone si appropria indebitamente della maggior
parte delle risorse, e le gestisce per il proprio
interesse, a danno della maggior parte del popolo.
Il
capitalismo viene definito come quel sistema
economico e sociale in cui il capitale privato viene
investito in attività economiche, stabilendo una
separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e
chi offre la propria manodopera. Nel capitalismo di
Stato i capitali e i mezzi di produzione
appartengono allo Stato, e i cittadini lavorano per
avere ciò che è necessario alla sopravvivenza.
Nel
capitalismo "selvaggio" il capitalista non
rispetta alcuna legge a tutela dei diritti umani. Ad
esempio, paga salari così bassi da non permettere
la sopravvivenza, oppure non si cura di migliorare
le condizioni lavorative dannose alla salute dei
lavoratori.
Il capitalismo selvaggio è stato definito
"capitalismo dei compari" dall'economista
americano Joseph Stigliz, in riferimento alle furbe
strategie attuate da alcune persone per appropriarsi
di finanziamenti e beni pubblici. Negli Usa, alcuni
privati, appartenenti alla classe ricca, riescono ad
avere ingenti sovvenzioni oppure sgravi fiscali
milionari. Inoltre, si sono appropriati dei beni
pubblici, ricavandone profitti. I meccanismi e le
leggi che permettono ad alcuni privati di
arricchirsi a spese dei cittadini sono molteplici,
come spiega Stigliz:
“Gli
imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi,
tranne che per se stessi... il cosiddetto Corporate
Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti
risorse del nostro paese. Le società minerarie, per
esempio, possono sfruttare queste risorse
praticamente per niente. Quando, nei primi anni
dell'amministrazione cercammo di farle pagare, fummo
messi in minoranza... Fino al 1993 avevamo concesso
a titolo gratuito l'utilizzo delle nostre frequenze
e le emittenti televisive e radiofoniche del paese,
i magnati dei media, avevano costruito così le loro
fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica
avevano dimostrato che era possibile indire delle
gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei
cittadini americani il valore di queste risorse che
appartenevano loro di diritto... Raggiungemmo un
accordo con il capogruppo dei repubblicani al
senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a
carico delle emittenti televisive per l'uso dello
spettro e per un breve periodo sembrò che la cosa
potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione
dei media contro questo progetto riuscì a
soffocarlo”.
I capitalisti americani ricevono spesso sussidi
molto generosi dallo Stato, oppure ottengono, grazie
alle loro lobby, sconti fiscali per milioni di
dollari:
“Le forme
più consistenti di assistenzialismo alle imprese
erano rappresentate dagli sgravi fiscali... Nella
strana logica di Washington, dare a qualcuno 100
milioni di dollari per una certa cosa era
considerato molto peggio che non dire: se fai quella
stessa cosa avrai sgravi fiscali per 100 milioni di
dollari. Un assegno che esce era diverso da un
assegno che non entra... I lobbisti che lavorano per
le grandi imprese lo sanno, ed è questo il motivo
per cui cercano di ottenere gran parte delle
sovvenzioni sotto forma di agevolazioni fiscali”.
In
altre parole, negli Usa, i capitalisti fanno pagare
ai cittadini le loro ricchezze, sia appropriandosi
delle risorse senza pagarle, sia ottenendo sgravi
fiscali o sussidi. A tutt'oggi, il capitalismo dei
compari viene sostenuto dai governi americani in
tutti i settori. Ad esempio, nel settore
petrolifero, accade che le prime fasi dispendiose e
poco proficue (l'esplorazione, l'estrazione e la
raffinazione del petrolio) vengono affidate agli
Enti statali, ma quando si arriva alle tappe finali
(distribuzione e vendita), arrivano le grandi
compagnie private inglesi e americane, che
acquistano i diritti sui giacimenti. La guerra per
il petrolio dell'Iraq viene pagata dai contribuenti
americani, mentre i vantaggi dell'appropriazione dei
pozzi petroliferi vanno alle grandi società
petrolifere private come la General Electric
e la Halliburton. Anche
la ricerca scientifica viene spesso sovvenzionata
dagli Stati, ma quando i ricercatori approdano ad
un'importante risultato, i capitalisti possono
brevettarlo e ottenere profitti privati da un
investimento pubblico. Ciò accadde anche per la
televisione: lo Stato sostenne tutte le spese per
avviarla, pagando con i soldi dei cittadini, ma
quando ormai era avviata, Nixon la vendette ai
privati. Ormai si potevano fare molti soldi e si
poteva esercitare un grande potere di controllo
mediatico. Il motto del capitalismo dei compari
potrebbe essere: "spese pubbliche, profitti
privati".
I
privilegiati sono un numero ristretto, solidali fra
loro nel difendere i loro saccheggi, per questo
Stigliz li definisce "compari".
In sintesi, il capitalismo dei compari ha come
caratteristica l'accaparramento di risorse e denaro
pubblico per estendere e accrescere i propri affari.
Le aziende americane (ma anche molte aziende
europee) vengono, in altre parole, sovvenzionate
dalle risorse pubbliche, ma i profitti sono privati.
Tale sistema esige un potere politico assai forte
nel difendere gli interessi dell'élite ricca. Il
potere mediatico (in mano all'élite) permette anche
di tenere sotto controllo il potere politico. Ad
esempio, qualora un presidente dovesse fare scelte
non gradite all'élite, verrebbe scatenata una
guerra mediatica per far rientrare la proposta di
legge. Avere il potere di appropriarsi delle risorse
del paese, e di far pagare i cittadini per costruire
ed espandere la propria impresa è avere molto
potere, come osserva Chomsky:
“Parecchie
grandi industrie... vengono mantenute da massicce
sovvenzioni statali. Molte Corporation non
potrebbero sopravvivere senza, per alcune non
rappresentano la parte maggiore dei profitti ma
restano comunque un'ancora di salvezza.. Lo Stato
fornisce anche la tecnologia di base, metallurgia,
avionica o altro, attraverso il sistema dei
finanziamenti pubblici. E' difficile trovare un
settore efficiente dell'industria statunitense o del
terziario che non vi ricorra e che non sia sostenuto
dall'intervento del governo... è diventato sempre
più difficile tenere in piedi questo sistema... Il
settore pubblico deve pagare la ricerca e i costi
dello sviluppo (delle Corporation).
Il
vero potere è nelle mani degli investitori, dei
padroni e delle banche... Chi non fa parte dei
padroni o degli investitori non ha molta voce in
capitolo. Può scegliere di affittare il suo lavoro
alla corporation, o di acquistare i beni di prima
necessità e i servizi che essa produce, oppure
cercare di ritagliarsi un posto nella catena di
comando, ma questo è tutto.... Le Corporation sono
più totalitarie della maggior parte delle
istituzioni che noi definiamo totalitarie nel campo
della politica”.
Tale sistema, fondato sul potere e sui privilegi di
pochi a danno di molti, è assai costoso per i
cittadini americani. Negli ultimi due decenni, per
poter continuare a foraggiare i ricchi, le tasse
sono significativamente aumentate, mentre i tagli
alla spesa pubblica hanno raggiunto livelli
altissimi. Almeno da venti anni, gli Usa non
investono abbastanza nelle infrastrutture. Non
investono risorse sufficienti per fronteggiare
efficacemente gli uragani, come l'uragano Katrina
(agosto 2005) ha tragicamente rivelato. Negli Usa
sono sempre più numerosi i quartieri degradati, con
scuole assai carenti e un alto livello di criminalità.
I cittadini americani non hanno assistenza medica
gratuita e devono spendere cifre enormi per andare
all'Università. Anche la mortalità infantile è in
crescita e molte persone (bambini e adulti) muoiono
perché non hanno abbastanza denaro per curare
alcune malattie. Tutto ciò avviene mentre le
sovvenzioni alle imprese si moltiplicano, così come
le spese militari. I cittadini
pagano quindi un prezzo enorme per mantenere
questo sistema, che produce sofferenza e vittime.
I
capitalisti, per accrescere il loro potere, e
soprattutto per poter essere considerati non
responsabili dei crimini che commettono, hanno
istituito le Corporation. Il giurista Joel Bakan,
nel suo libro The
Corporation spiega cos'è una Corporation e come
essa riesca ad assumere un potere totalitario su
tutti i paesi del mondo:
“
La
Corporation
va
considerata un'istituzione, ossia una struttura e un
complesso di imperativi che guidano le azioni delle
persone al suo interno.
La Corporation
è un'istituzione anche sotto il profilo giuridico,
la cui esistenza e capacità di operare è soggetta
alla legge. La sua missione dal punto di vista
giuridico consiste nel perseguire inesorabilmente e
inderogabilmente i propri interessi, a prescindere
dalle conseguenze spesso negative che il suo operato
può avere sugli altri. Da ciò ne discende che
la Corporation
è un'istituzione intrinsecamente patologica,
detentrice di un potere pericoloso sulle persone e
sulla società... Le Corporation al giorno d'oggi
controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo,
cosa vediamo, cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa
facciamo. Siamo inesorabilmente circondati dalla
loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro
ideologia. E, alla stregua della chiesa e della
monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e
onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici
imponenti e raffinati apparati simbolici... Come un
soggetto psicopatico,
la Corporation
non può riconoscere né agire secondo principi
etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La
sua natura giuridica non fissa alcun limite a quello
che può fare agli altri nel perseguimento dei suoi
scopi egoistici; di fatto, laddove i benefici
superano i costi,
la Corporation
è perfino obbligata ad arrecare danni”.
Tale istituzione, dopo essere stata avversata
nell'Inghilterra del XVII secolo, riappare alla fine
del XVIII secolo,
caratterizzata dalla capacità di mettere in atto
una serie interminabile di frodi e imbrogli. Alla
fine del XIX secolo,
la Corporation
, nei tribunali, venne considerata una
"persona" giuridica, alla stessa stregua
delle persone fisiche.
La Corte
suprema del New Jersey e del Delaware, nel 1886,
stabilì che le Corporation dovevano, come le
persone, essere poste sotto la protezione del
quattordicesimo emendamento. Ciò equivaleva a dare
loro un potere che i cittadini non potevano avere.
Infatti, tutti i cittadini sono responsabili
personalmente delle loro azioni, invece le
Corporation assumevano diritti senza avere alcun
dovere né alcuna responsabilità. Si trattava di
avallare un paradosso:
la Corporation
, per legge, doveva a tutti i costi, dunque anche
infrangendo le leggi, perseguire il profitto. Era
per legge al di sopra delle leggi. Un mostro
irresponsabile e con poteri illimitati.
All'inizio
del Novecento, le Corporation avevano una cattiva
fama: la gente comune le vedeva come "mostri
senz'anima - egoiste, impersonali e amorali."
Ma nel corso del secolo esse attuarono una serie di
strategie atte a modificare la loro immagine, e ad
apparire altruiste, socialmente responsabili e
necessarie all'economia. Le strategie
propagandistiche erano molteplici: ad esempio
iniziarono a finanziare le squadre sportive e gli
appuntamenti sportivi come le olimpiadi e i
campionati; diffusero immagini pubblicitarie, nelle
riviste e nei giornali, che inducevano ad associarle
al servizio pubblico, e dettero grosse somme in
beneficenza ad enti assistenziali. Ciò permise loro
di essere benvolute dalla gente comune, fino alla
crisi economica degli anni Trenta, in cui si diffuse
l'idea che la situazione fosse dovuta al loro
egoismo e alla loro avidità. Nel 1933, il giudice
della Corte suprema Louis Brandeis, in una sentenza,
le definì "mostri
simili a quelli di Frankenstein."
Il cosiddetto 'libero mercato' è una realtà sempre
meno "reale" perché di fatto sono le 180
Corporation transnazionali
che decidono le politiche economiche internazionali,
e solo fra di loro avvengono le transazioni. Le
Corporation sono in gran parte americane, europee e
giapponesi, e controllano l'intera vita economica:
il cibo, tutte le produzioni, le banche e le
comunicazioni. Noam Chomsky le definisce
"tirannie private"...
“le
Corporation sono istituzioni illegittime di un
potere tirannico con radici intellettuali non
dissimili da quelle del fascismo e del bolscevismo".
Le
politiche per il Terzo Mondo, come le politiche di
scambio, sono subordinate agli interessi delle
Corporation, che hanno come unico obiettivo quello
di creare e accrescere profitto. Le Corporation
cercano di nascondere le loro vere caratteristiche,
e utilizzano i media per manipolare l'opinione
pubblica a loro favore, cercando di apparire
filantropiche e al servizio dei cittadini. Spesso
sponsorizzano iniziative culturali o filantropiche,
oppure pagano milioni ai Testimonial
per associare la loro immagine a personaggi (attori,
musicisti ecc.), amati da un vasto pubblico. Esse
utilizzano massicciamente la pubblicità (anche
occulta) per manipolare l'esistenza delle persone,
accrescendo i loro bisogni materiali e orientando i
loro acquisti. Per loro le persone sono consumatori
oppure oggetti da sfruttare lavorativamente. Secondo
Noam Chomsky
la Corporation
è disumana:
“(Il suo fine è)
assicurarsi che gli esseri umani con cui
interagisce, tu e io, diventino anch'essi disumani.
Bisogna sradicare dalla testa della gente sentimenti
naturali come l'attenzione per il prossimo, la
compassione o la solidarietà... L'ideale è avere
individui completamente isolati, che non si curino
minimamente degli altri... il cui concetto di se
stessi, il loro senso dei valori, si riduca a
'Quanti bisogni indotti posso appagare? E quanto
posso continuare a indebitarmi per appagare bisogni
indotti?' L'ideale sarebbe riuscire a creare una
società fatta di unità minime costituite da una
persona e un televisore, senza alcuna connessione
con gli altri”.
Molti luoghi del Terzo Mondo in cui le Corporation,
soprattutto americane ed europee, sfruttano e
riducono in semischiavitù, vengono tenuti segreti.
Charles Kernaghan, direttore del National Labour
Committee, è riuscito a trovare nelle discariche di
rifiuti della Repubblica Dominicana alcuni documenti
che testimoniavano metodi agghiaccianti per fruttare
lavoratrici bambine delle fabbriche di articoli di
abbigliamento della Nike. Kernaghan trovò fogli su
cui venivano accuratamente annotate tutte le fasi di
produzione di una maglietta: c'erano ben 22
operazioni, dal taglio al confezionamento, e ogni
passaggio veniva cronometrato e aveva un tempo
massimo. Per ogni maglietta
la Nike
pagava 8 centesimi di dollaro, per poi venderla a
22,99 dollari. Le giovani lavoratrici venivano
controllate a vista dalle guardie, che non esitavano
ad umiliarle e a picchiarle con ogni minimo
pretesto.
Coloro
che lavorano per le Corporation, dai manager
rampanti ai semplici impiegati, vengono indotti ad
avere una doppia morale: impietosi e inumani per
produrre profitti, umani e benevoli con i loro
familiari e amici. Se vogliono continuare a lavorare
per le Corporation devono imparare a riconoscere
tutte le occasioni per produrre profitto, in
qualsiasi situazione. L'operatore di borsa Carlton
Brown, dopo la tragedia dell'11 settembre, disse:
"(quando gli aerei colpirono le torri)
la prima cosa che mi venne in mente fu 'a quanto sta
l'oro?'... (l'11 settembre)
è stato qualcosa di devastante, certo, di
clamoroso, sconvolgente. Ma non tutto il male viene
per nuocere... i miei clienti nel mercato dell'oro
ci hanno guadagnato tutti. Dietro ogni tragedia c'è
un'opportunità. L'opportunità di creare ricchezza".
Tramite
le pubblicità, le Corporation accrescono i bisogni
e l'avidità. Chris
Hooper, pubblicitario e regista, che lavora per Mc
Donald's, Coca-Cola e altre Corporation dice:
“(creo)
immagini per vendere prodotti a coloro che non ne
hanno bisogno... (che)
incoraggiano un comportamento puerile, un
comportamento irresponsabile, edonistico, egoistico
e narcisistico".
La pubblicità e la propaganda delle Corporation è
ormai talmente invasiva che ci sembra
"normale" vedere cartelloni pubblicitari
ovunque, anche nei cinema, nei bar, negli stadi, in
metropolitana, sugli autobus, ecc.
Le Corporation hanno realizzato un mondo in cui il
loro potere si può imporre senza rispettare i
diritti umani e nemmeno i minimi standard del
rispetto per l'ambiente, delle situazioni
lavorative, dei servizi sociali e del commercio. La
loro totale libertà coincide con la distruzione di
milioni di vite umane.
Per proteggere il loro potere, le Corporation
inglesi e americane producono la maggior parte di
armamenti e li esportano in tutto il mondo,
soprattutto nelle aree del Terzo Mondo, che è
meglio tenere nel caos della guerra per poterle
meglio controllare e saccheggiare.
L'Unicef ha notificato che ogni anno muoiono per
fame 5,6 milioni di bambini. Secondo
la Fao
(Food and Agricultural Organization) sono circa due
miliardi gli esseri umani che soffrono la fame.
Muoiono perché l'economia dei loro paesi è nelle
mani dell'élite ricca occidentale, che attraverso
le Corporation attua politiche economiche attente
soltanto a produrre profitti. Centinaia di milioni
di persone soffrono la fame perché gran parte del
terreno arabile viene oggi utilizzato per la
coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto
che per cereali destinati all'alimentazione umana.
La Fao
ha più volte fatto appello ai governi dei
"paesi in via di sviluppo" per indurli ad
abbandonare le politiche agricole imposte dal Fmi e
dal Wto, che per il popolo equivalgono alla morte.
Gli
Stati Uniti producono più del 70% del grano per
sfamare il bestiame, soprattutto bovino.
Inoltre, due terzi di tutto il grano che gli
Usa esportano viene utilizzato per l'allevamento del
bestiame e non per soddisfare il fabbisogno di cibo
dei poveri del mondo. Le Corporation transnazionali,
guardando esclusivamente al profitto, si curano di
soddisfare la domanda di carni da parte del mondo
ricco e lasciano morire di fame i poveri. Inoltre,
esse hanno sottratto le terre ai paesi poveri. Ad
esempio, in Etiopia, mentre le persone muoiono, i
terreni agricoli vengono utilizzati per la
produzione di panelli di lino, di semi di cotone e
semi di ravizzone da esportare nel Regno Unito e in
altri paesi europei come cereali foraggieri
destinati alla zootecnia. Sono milioni gli acri di
terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati per la
produzione di mangime destinato all'allevamento del
bestiame europeo.
Dal
1950 ad oggi, la quota-parte di grano destinata alla
zootecnia è triplicata e oggi supera il 21% del
totale di grano prodotto. In Cina, dal 1960 ad oggi,
la percentuale di grano da allevamento è triplicata
(dall'8 al 26 per cento). Nello stesso periodo, in
Messico, la percentuale è cresciuta dal 5% al 45%,
in Egitto dal 3% al 31%, ed in Thailandia dall'uno
al 30%. Mentre migliaia di persone, nei paesi
industrializzati, muoiono per malattie causate
dall'eccesso di cibo (attacchi di cuore, infarti,
cancro, diabete ecc.), nel Terzo Mondo si muore di
fame. Negli Usa almeno 300 mila persone muoiono
prematuramente per problemi di sovrappeso, e secondo
gli esperti il dato è destinato a crescere. Anche
in Europa, più della metà della popolazione fra i
35 e i 65 anni ha un peso superiore al normale.
Secondo il Who (World Health Organization), il 18%
della popolazione dei paesi ricchi è obesa, e la
percentuale corrisponde alla quantità delle persone
denutrite. Alle Corporation non importa né della
salute delle popolazioni dei paesi ricchi, né di
quella delle popolazioni povere. Esse sono
interessate solo ed esclusivamente al profitto e
all'espansione del loro sistema economico, e non ha
alcuna importanza per loro se questo coincide con la
morte di milioni di persone. Dietro a questo
genocidio ci sono dei precisi responsabili: società
europee e americane come Ralston Purina, Cargill,
Aia, Amadori, Doux ecc., che producono in paesi
poveri del sud del mondo per poi importare in quelli
ricchi. Ciò avviene anche perché nei paesi poveri
i lavoratori non sono tutelati e possono essere
sfruttati, per diminuire i costi. Ma chi acquista
paga sempre lo stesso prezzo.
Oggi
esistono cinque multinazionali capaci di esercitare
un potere di vita o di morte sui popoli del mondo.
Queste cinque multinazionali, definite le
"cinque sorelle dei cereali", sono
la Cargill
di Minneapolis, della famiglia Mc Millan,
la Dreyfus
di Stanford e Parigi, della famiglia francese
Louis-Dreyfus,
la Bunge
y Born di Buenos Aires, della famiglia argentina
Hirsh,
la Garnac
di Chicago e Losanna, della famiglia svizzera André,
e
la Continental Grain
di New York, della famiglia americana Fribourg.
Queste poche famiglie scelgono di fare le politiche
di profitto, che non mettono al primo posto la vita
umana, ma il loro personale interesse, condannando
milioni di persone alla morte. Rincorrendo soltanto
l'interesse personale creano un mondo in cui i
magazzini europei e americani traboccano di derrate
alimentari, di burro, latte, grano, vino olio,
mentre nel Terzo Mondo ogni giorno muoiono per fame
24.000 persone, tre quarti delle quali sotto i
cinque anni. Più di 800 milioni di umani sono
cronicamente denutriti; 180 milioni di bambini sono
sotto peso e 2 miliardi di persone hanno malattie
dovute a carenze alimentari.
Le
cinque sorelle dei cereali hanno provocato una serie
di devastazioni nell'agricoltura di molti paesi del
Terzo Mondo. Ad esempio, in Africa, per inserire
monocolture ipersfruttatrici del suolo (tabacco,
caffè, zucchero ecc) che avrebbero dato più
profitti, hanno impedito la coltivazione di prodotti
locali necessari all'alimentazione indigena (ad es.
sorgo e miglio). Oggi più del 20% del cibo africano
viene ora importato dai paesi ricchi, perché è
stato impedito ai contadini indigeni di coltivarlo
sul posto. Un rapporto Oxfam del 2002, intitolato Rigged
Rules and Double Standards, sostiene che "128
milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà
se le regole del commercio permettessero ad Africa,
America Latina, Asia orientale e del Sud-est di
aumentare la propria parte del commercio mondiale di
appena l'1%. In Africa, quest'aumento darebbe un
introito di 100 miliardi di dollari, il quintuplo di
quanto il continente riceve in termini di aiuti e di
ripianamento del debito. Con questo 1% ci potremmo
ricomprare il nostro cibo".
Aiutati
dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e dalla
Banca Mondiale (Bm), le Corporation transnazionali
costringono i governi del Terzo Mondo ad attuare
politiche criminali e devastanti per la loro
economia. Ad esempio, le
imprese Usa inviano le loro eccedenze di
mercato (grano, mais ecc.), che inizialmente vendono
a prezzi molto bassi, per indurre al fallimento le
cooperative agricole e i piccoli proprietari. Dopo
il fallimento, le Corporation si impadroniscono
delle loro aziende. I contadini rovinati diventano
salariati al soldo delle Corporation, che li
costringono a produrre a bassissimo costo e ad
aumentare al massimo la produttività del terreno,
utilizzando fertilizzanti o concimi chimici
altamente inquinanti. In questo modo costringono
paesi che erano autosufficienti dal punto di vista
alimentare, a diventare dipendenti dai paesi ricchi.
Essendo costretti ad importare, i debiti si
aggravano e vengono utilizzati come arma di ricatto
per continuare ad imporre politiche economiche
favorevoli ai paesi ricchi. I cittadini dei paesi
ridotti allo stremo si ribellano e cercano di
rivendicare i loro diritti. Di conseguenza i paesi
ridotti alla fame vengono massicciamente
militarizzati. Vengono soppresse le libertà civili
e viene instaurato un clima terroristico. In molti
paesi, come le Filippine, il Bangladesh,
l'Indonesia, i paesi del Centro-America e
la Costa D'Avorio, le Corporation transnazionali
possono produrre con enormi agevolazioni fiscali e
pagando bassissimi salari. In queste zone esistono
governi fantocci assoldati dalla stessa élite che
sfrutta le risorse e la manodopera locale. In questi
paesi non si può scioperare, non si possono
istituire sindacati, e le leggi a tutela dei
lavoratori sono praticamente inesistenti. Le
Corporation transnazionali hanno anche il potere di
imporre a livello internazionale il prezzo di
acquisto delle materie prime, a scapito dei
produttori locali, che si trovano a guadagnare
sempre meno lavorando sempre di più. Una volta
acquistato il prodotto, quando questo arriva nei
paesi ricchi, aumenta improvvisamente di prezzo,
anche di 10 volte. Ad esempio, una camicia prodotta
in Bangladesh a 0,50$ viene venduta a New York a
46$. I paesi sottoposti a questo regime economico
sono sostanzialmente proprietà delle Corporation,
che possono sfruttare le materie prime e le
popolazioni, emarginando chi non risulta utile al
funzionamento della macchina produttiva, e
sottraendo tutte le energie vitali delle
popolazioni, per produrre profitto.
Le
Corporation transnazionali hanno il potere di
indirizzare le loro ricerche e le loro strategie
dove e come vogliono, senza considerare come
protagonista principale del loro operato l'essere
umano e la sua salute.
Ad esempio,
la Monsanto
investe gran parte dei suoi profitti nella ricerca e
nella produzione di semi transgenici. Nello Stato di
Bahía (Brasile) ha costruito un impianto dal costo
di 500 milioni di dollari per produrre semi
transgenici di mais e soia da esportare a tutto il
mercato andino. Le sue scelte dipendono dalla
quantità dei profitti e per realizzare i suoi
progetti si avvale di potentissime lobby che
esercitano una forte pressione sul Congresso e
sull'amministrazione degli Stati Uniti.
Negli
Usa esistono lobby che fanno pressioni per
l'attuazione di forti tagli nella spesa sociale e
per non aumentare le tasse. Ad esempio, esiste l'Americans
for Tax reform, una lobby fondata nel 1985 da
Ronald Reagan. Questa lobby è talmente potente che
è riuscita a far firmare un giuramento a quasi la
maggioranza dei senatori del Congresso americano. Si
tratta del giuramento di non alzare le tasse.
Le classi più deboli non hanno lobby e non possono
fare alcuna pressione sul governo, mentre le
Corporation e le banche sovvenzionano con cifre
enormi le campagne elettorali dei candidati e
utilizzano i gruppi di pressione per essere sicuri
che il governo faccia ciò che è nei loro
interessi. Durante
la campagna elettorale,
la Monsanto
ha versato grosse somme a favore di George Bush.
Quest'ultimo, salito al potere, ha inserito un
dirigente della Monsanto all'interno della sua
amministrazione.
Grazie
al sostegno del governo americano,
la Monsanto
ha potuto brevettare prodotti agricoli indiani,
costringendo i contadini che li coltivavano da molti
anni a pagare per le sementi. Il 21 maggio
2003, l
'Ufficio Europeo per i Brevetti di Monaco ha
concesso alla Monsanto un brevetto col n. EP 445929,
con la semplice denominazione "piante",
anche se la legge europea non consente di brevettare
le piante. Il brevetto comprendeva anche il grano
che presenta una speciale qualità di cottura,
derivato da grano indigeno indiano. Col brevetto,
la Monsanto
ha acquistato il monopolio della coltivazione,
produzione e trasformazione di molte varietà di
grano a bassa elasticità. Con un brevetto (EP
518577) registrato nel 1988,
la Unilever
e
la Monsanto
avevano reclamato il diritto esclusivo ad utilizzare
la farina, per fare tipi tradizionali di pane
indiano, come i "chapatis". Negli USA, il
3 maggio del 1994,
la Monsanto
ha ottenuto il brevetto numero 5.308.635 per le
miscele di farina di grano a bassa elasticità; il 9
giugno
1998 ha
ottenuto il brevetto numero 5.763.741 per produrre
impasto di grano a bassa elasticità e il 12 gennaio
1999 col numero 5.859.315 è stato rilasciato un
altro brevetto per grani, che producono impasti a
bassa elasticità. Attraverso questi brevetti
la Monsanto
può letteralmente controllare il pane quotidiano.
La Corporation
americana si è indebitamente appropriata di
prodotti che erano frutto di lavoro per la selezione
dei contadini indiani, e ha privato gli indiani
della possibilità di produrre ciò che è tipico
della loro produzione alimentare, il pane indiano
chapatis. Osserva l’economista indiana Vandana
Shiva:
“Con un
giro d'affari stimato di 1.5 milioni di dollari,
l'industria indiana di prodotti da forno è uno dei
settori manifatturieri più importanti dell'India,
la cui produzione è cresciuta costantemente nel
paese. Le maggiori industrie di prodotti da forno,
cioè quella del pane e quella dei biscotti, coprono
l'82% del totale dell'industria dei prodotti da
forno. Con una crescita complessiva annua stimata al
6,9%. Secondo l'ASSOCHAM India, una società a
sostegno delle attività economiche, nel paese vi
sono quasi 85.000 forni industriali. Circa 75.000 di
questi operano in ambito non organizzato, che
detiene una quota pari al 60% del mercato. I
rimanenti 10.000 forni operano nel settore
organizzato, che detiene una quota pari al 40% del
mercato”.
Assumere il controllo mondiale del cibo equivale ad
acquisire un potere immenso di vita e di morte. Le
Corporation che controllano il mercato delle varietà
vegetali stanno sperimentando il modo di sostituire
le varietà naturali con ibridi elaborati su princìpi
chimici.
La Fondazione Rockefeller
è riuscita ad appropriarsi del 95% delle più
comuni coltivazioni di cereali, e punta a rendere il
settore sempre meno variegato e sempre più
ibridato. Queste stesse persone, avendo anche il
controllo della ricerca scientifica, impediscono che
vengano fatti studi approfonditi sugli Ogm. Oggi il
90% del commercio di prodotti alimentari è nelle
mani di pochissime transnazionali: Nestlé, Unilever,
Monsanto, Cargill,
Archer Daniel Midlands, Procter & Gamble e Kraft/Philip
Morris.
Gli interessi di queste Corporation sono protetti ed
estesi grazie anche all'Organizzazione Mondiale del
Commercio (Omc o Wto). Il Wto è un ente privato che
non rispetta le leggi internazionali, e possiede
propri giudici e avvocati. I suoi giudici decidono
del commercio internazionale, e spesso sono gli
stessi avvocati delle Corporation. Il Wto si impone
come organizzazione a cui ogni paese deve aderire se
vuole far parte del mercato internazionale, quindi,
nonostante i rischi, vi hanno aderito 134 paesi, che
devono accettare le regole a favore delle
Corporation.
Per
fare un esempio, l'UE da anni paga 130 milioni di
euro l'anno per poter rifiutare i vitelli americani,
ingrassati con l'ormone della crescita e alcuni
prodotti Ogm. I giudici hanno deciso che il torto
era della Ue, nonostante si trattasse di tutelare la
salute dei cittadini europei. Un altro esempio è
quello dei farmaci indiani: il governo indiano
forniva farmaci a basso costo ai poveri del mondo,
ma a causa delle regole del Wto non può più farlo.
I farmaci indiani erano simili a quelli già
brevettati dalle grandi case farmaceutiche, e in
ottemperanza al principio secondo cui non è
possibile la vendita di medicine a prezzi più bassi
di quelli delle transnazionali, non sarà più
possibile salvare la vita di quei poveri che non
possono pagare i farmaci a prezzi alti.
Il
Wto, avendo di fatto il potere di imporre
l'interesse delle imprese al di sopra di tutto,
anche della salute umana, agisce come
un'organizzazione politica ed economica oligarchica
potentissima. E' un'arma spesso mortale contro i
poveri e rappresenta concretamente il potere
assoluto dell'élite ricca. L'oligarchia che lo
dirige non è mai stata eletta da nessun popolo,
eppure sovrasta i governi di tutti paesi che vi
hanno aderito. L'imperativo è di massimizzare gli
interessi delle transnazionali, senza tener conto
dell'ambiente, dei diritti dei lavoratori o della
salute pubblica. Per il Wto tutto è merce, anche
l'acqua, la scuola, la cultura e la sanità. Non c'è
alcuna tutela per le persone comuni, che sono
soggette al potere totalitario delle imprese e delle
banche. Gli esseri umani, all'interno di questa
logica, sono cose che si possono sfruttare per avere
più profitto, oppure sono consumatori. John D.
Rockefeller, il fondatore della Standard Oil
Company, e capostipite della famiglia di
petrolieri-banchieri, affermava: "La
gente è semplicemente una merce trattabile e
acquistabile quanto lo zucchero o il caffè. Io
pago, per acquisti di questo tipo, molto più che
per qualunque altro genere di merce sulla terra".
Secondo
Domenico Losurdo, l'élite che oggi detiene il
potere, utilizza nuove tecniche per indebolire i
popoli, e per privarli del loro potere politico ed
economico, e per decimare coloro che non vengono
considerati degni di vivere:
“Come sanno
gli storici,
la Food-diplomacy
, cioè la diplomazia della fame, è stata
teorizzata dagli Usa e tuttora viene messa
spietatamente in pratica. Se c'è una carestia
chiaramente ‘indotta’ dall'esterno è quella che
oggi falcidia il popolo iracheno e cerca di affamare
il popolo cubano”.
Questa tecnica è stata utilizzata anche in Africa,
in molti paesi dell'Asia e nell'America Latina.
Le
Corporation si impadroniscono di tutto, anche
dell'acqua, assumendo il controllo della gestione
dei servizi idrici pubblici in tutto il mondo. Oggi
poche decine di società controllano gran parte
della distribuzione dell'acqua. Tra queste ci sono
le francesi Vivendi, Ondeo, Suez-Saur (che
controllano il 40% del mercato mondiale con un giro
d’affari di 60 miliardi di euro), le britanniche
Seven-Trent e Thames Water, il colosso tedesco RWE,
le americane Bechtel, Wessex Water, Danone, Metro
Water Services e l'italiana
Acea Spa. Queste Corporation sono appoggiate
dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario
Internazionale, che costringono i paesi del Terzo
Mondo a rinunciare ai loro sistemi pubblici di
distribuzione idrica e a privatizzarli, stipulando
contratti talvolta gratuiti con queste aziende,
dietro ricatto del debito. Queste Corporation non si
curano del fatto che l'acqua sia un bene vitale
fondamentale, e spesso aumentano il prezzo
dell'acqua a proprio piacimento, e interrompono
l'erogazione a chi non può pagare. Inoltre, non
hanno nessuna trasparenza circa la qualità
dell'acqua. L'acqua viene considerata una merce
qualsiasi, accessibile solo a chi ha i soldi per
pagarla e non un diritto umano fondamentale,
necessario all'esistenza.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità,
ogni anno nel mondo muoiono 10 milioni di persone
(la metà delle quali sono bambini), per colera,
tifo, dissenteria e altre malattie dovute
soprattutto alla mancanza di acqua potabile e al
conseguente consumo di acqua insalubre. Nei Paesi
del Terzo Mondo, soprattutto in Africa, l'acqua è
responsabile di oltre l'80% delle malattie. A causa
della privatizzazione dell'acqua si prevede che nei
prossimi anni moriranno più di settanta milioni di
persone, per mancanza di acqua o perché
usufruiscono di acqua sporca. Dietro a questi
crimini vi sono precise persone, che non appaiono
come "mostri" perché le loro
responsabilità vengono tenute nascoste. Michel
Camdessus dovrebbe essere processato per crimini
contro l'umanità. Egli ha diretto per tredici anni
le politiche del Fondo Monetario Internazionale, che
hanno ucciso milioni di persone. Le politiche
economiche errate non vedono mai nessun
responsabile, anche quando è sicuro che esse hanno
causato la morte e la miseria di parecchie persone.
Oggi Camdessus è stato chiamato a sedere nelle
Commissione pace e giustizia del Vaticano. Anche le
persone che controllano le Corporation, come alcuni
membri della famiglia Rockefeller, dei Rothschild,
dei Warburg e molte altre, dovrebbero pagare per i
crimini che commettono.
Le
Corporation transnazionali, come
la Nestlé
, sfruttano i bambini e commettono altri crimini
orrendi. Il 14 luglio del 2005, l’International
Labor Rights Fund ha denunciato alla Corte federale
di Los Angeles,
la Nestlé
,
la Archer Daniels
Midland (ADM) e
la Cargill. L'accusa
è di traffico di bambini, torture e lavoro forzato,
crimini commessi nelle coltivazioni di cacao della
Costa d'Avorio. Le tre compagnie importano grandi
quantità di cacao dalla Costa d'Avorio, che è il
maggior produttore mondiale. La denuncia si basa
sulle accuse di tre persone, che sono state
sfruttate quando erano minorenni. Nel 1996, i tre
minorenni erano stati rapiti e trasferiti in Costa
d'Avorio, dove vennero costretti a lavorare senza
paga per 12-14 ore al giorno. Tutti i bambini
sfruttati dormivano in luoghi sovraffollati, dove
venivano controllati, chiusi a chiave e a volte
frustati. I tre bambini vissero in tali condizioni
dal 1996 al 2000.
L'International
Labor Rights Fund considera "inammissibile
che Nestlé, ADM e Cargill abbiano ignorato i
ripetuti e ben documentati allarmi, lanciati diversi
anni fa, sul fatto che le coltivazioni di cacao da
loro utilizzate impiegano bambini schiavizzati. Le
tre compagnie avrebbero potuto fermare questa
situazione anni fa, ma hanno scelto di guardare da
un'altra parte. Ci siamo rivolti alla Corte come
ultima scelta".
Ufficialmente, le tre società si oppongono allo
sfruttamento di bambini.
La Nestlé
, nei suoi principi aziendali, ha dichiarato: "
La Società
non dà
lavoro ai bambini prima che abbiano completato il
loro iter formativo obbligatorio, come stabilito
dalle autorità preposte. Chiede, inoltre, che i
propri partner applichino i medesimi standard".
Nel
settembre del 2001, alcuni rappresentanti degli
industriali del cacao europei e americani avevano
sottoscritto il Protocollo Harkin-Engel (dai nomi
dei due senatori americani che avevano partecipato
alla preparazione del Protocollo), che impegnava
l'industria ad eliminare e a combattere il lavoro
minorile in Africa Occidentale. L'accordo non ha
sortito alcun effetto concreto. Nel
2001, l
'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) ha
denunciato l'esistenza di un traffico di minori
finalizzato al lavoro nei campi di cacao. Dalle
stime del 2002, sarebbero 352 milioni i bambini fra
i 5 e i 14 anni costretti a lavorare, e almeno la
metà di essi svolgono lavori pesanti e in
condizioni disumane. In
Africa Occidentale e Centrale ci sono oltre un
milione di bambini che lavorano in condizioni di
semischiavitù. In Costa d'Avorio, in Camerun, nel
Togo e in Nigeria, sono le condizioni di povertà e
le gravi disuguaglianze sociali a rendere possibile
lo sfruttamento dei bambini. In Africa Occidentale
si produce quasi il 70% del cacao (43% in Costa
d'Avorio, 4% in Camerun, 15% in Ghana e 7% in
Nigeria), che viene raccolto e lavorato da bambini,
anche di età inferiore ai sette anni. I piccoli
produttori locali, pur sfruttando i bambini, non
hanno grossi guadagni, poiché il cacao viene loro
pagato ad un prezzo molto basso dalle Corporation
occidentali. I prezzi del cacao vengono stabiliti
dalle Borse di New York (Csce - Coffee, sugar and
cocoa exchange) e di Londra (Liffe - London
International Finance Futures Exchange). I
produttori sono esclusi dalle contrattazioni, e si
devono accontentare del 4-6% del prezzo finale.
La
povertà dei paesi africani non permette a molti
bambini di andare a scuola. A questi bambini non
viene di fatto riconosciuto alcun diritto, e molti
di loro non vengono nemmeno registrati alla nascita.
Secondo l'Organizzazione Save The Children per il
West Africa, esiste il traffico di bambini. Michel
Larouche, direttore dell'Organizzazione, osserva che
"il
traffico di minori è un business organizzatissimo:
in alcuni casi i ragazzi, affidati dai propri
genitori a conoscenti, lasciano la propria casa per
imparare un lavoro in altri paesi, altre volte
invece i mediatori avvicinano i ragazzi che lavorano
localmente, assicurando loro guadagni e
introducendoli invece nel commercio illegale; in
altri casi ancora i minori vengono rapiti e
"contrabbandati" attraverso i confini
verso
la Costa
d'Avorio, condotti nei campi e lì trattati come
schiavi. Il problema, non è il lavoro minorile in sé
ma le condizioni in cui devono lavorare i minori".
Inoltre,
le Corporation attuano politiche criminali contro i
sindacati che difendono i diritti dei lavoratori. Ad
esempio, in Colombia, i sindacati colombiani hanno
denunciato una situazione tremenda: le Corporation
hanno fatto uccidere esponenti della lotta
sindacale. Il Sinaltrainal
(Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell'Industria
Alimentare) ha accusato
la Coca-Cola
e
la Nestlé
di attuare un vero e proprio sterminio contro i
sindacalisti. Nel periodo 2000/02 sono stati uccisi
in Colombia 112 Dirigenti sindacali
(l'80% dei sindacalisti uccisi nel mondo) e
10.000 militanti sindacali sono stati oggetto di
minacce. Questi crimini vengono commissionati ai
paramilitari che le Corporation transnazionali
assumono per controllare i lavoratori e per impedire
le lotte sindacali. In Colombia, la repressione
delle lotte sociali è diventata un vero e proprio
terrorismo di Stato. Nel 1996 è nata
l'organizzazione "Colombia Nunca Más",
che ha l'obiettivo di fare in modo che i crimini
possano essere puniti. L'organizzazione è riuscita
a raccogliere parecchie testimonianze e informazioni
su almeno 38.000 casi di torture, sparizioni forzate
e/o esecuzioni extragiudiziarie. La banca dati del
Colombia Nunca Mas ha registrato quasi 29.000
esecuzioni extragiudiziarie, 2.800 vittime di
detenzioni-sparizioni e circa 7.000 vittime di
torture o maltrattamenti. I dati riguardano anche le
massicce repressioni che avvengono contro il
movimento contadino, il movimento indigeno e i
movimenti politici di opposizione, come l'Unión
Patriótica e il Partito Comunista.
Le
Corporation transnazionali dei farmaci
uccidono milioni di persone ogni anno,
privandole del diritto a potersi curare. Esse
impediscono, a causa dell'alto costo di alcuni
farmaci, a milioni di persone di curarsi. I colossi
dei farmaci sono
la Bayer
,
la Pfizer
,
la Tecnoquímicas S.A
.,
la Abbot Laboratories
,
la Baxter
,
la Roche
,
la Schering-Plough
,
la Bristol Myers
Squibb e
la Boehringer Ingelheim.
Un medico tedesco, il Dottor Matthias Rath,
nel giugno del
2003, ha
citato in giudizio le grandi Corporation
petrolchimiche accusandole di gravi crimini contro
l'umanità, come il genocidio e i crimini di guerra.
Le Corporation farmaceutiche vengono anche accusate
da molti altri medici di intralciare le ricerche
relative a metodi di cura alternativi ai farmaci e
alle cure tradizionali. Vengono indicati come
responsabili, il presidente degli Stati Uniti George
Bush, i membri del suo entourage (Cheney, Rumsfeld,
Rice, ecc.), Tony Blair, tutti i direttori generali,
gli alti dirigenti e i consigli di amministrazione
delle Corporation farmaceutiche (Pfizer, Merck,
Glaxosmithkline, Novartis, etc.), petrolchimiche (Exxon,
BP, Chevron, etc.) e i membri dei gruppi finanziari
che le sostengono (Rockefeller, Rothschild, Jp
Morgan, la commissione Trilaterale ecc.).
Alcune
Corporation farmaceutiche, come
la Pfizer
,
la Merk
,
la GlaxoSmithKline
,
la Novartis
,
la Amgen
e
la Astra Zeneca
, sono accusate di aver ostacolato la prevenzione
delle malattie tramite le nuove cure naturali
salva-vita, per non perdere i profitti che ricavano
dai medicinali chimici brevettabili. I farmaci
tradizionali sono efficaci soltanto ad eliminare i
sintomi, e non curano le malattie. Rath ha citato in
giudizio le Corporation farmaceutiche presso il
Tribunale Penale Internazionale (
la Corte
permanente istituita l'11 marzo
2003 a
L'Aja).
La Corte
non è ancora operativa, ma se dovesse diventarlo
l'Olanda potrebbe perseguire le violazioni dei
diritti umani universali. Tuttavia, il sistema di
protezione delle Corporation, anche quando i crimini
sono evidenti o provati, è molto potente, e
sostenuto dall'élite ricca di tutti i paesi del
mondo. Infatti, le autorità degli Stati Uniti,
Russia, Cina ed Israele hanno dichiarato che non
processeranno nessuno, ancor prima di accertare se i
crimini sono reali oppure no. Rath avanza la
denuncia in nome di "popolo della Terra",
e utilizza le sue conoscenze mediche per provare che
le sue non sono soltanto illazioni. Egli è stato
collaboratore del premio Nobel per la chimica e per
la pace Linus Pauling, che scoprì l'importanza
della vitamina C nella cura di molte malattie.
La
denuncia di Rath contro le industrie farmaceutiche
riguarda anche l'aver volontariamente ignorato
importanti scoperte mediche relative a cure con
sostanze naturali come alcune vitamine. Questo
avveniva perché le sostanze naturali (i
micronutrienti) non sono brevettabili e perciò non
possono garantire elevati profitti. La citazione in
giudizio presentata al Tribunale Penale
Internazionale da Matthias Rath dice:
“La
presente citazione porta in giudizio davanti alla
Corte Internazionale di Giustizia i maggiori crimini
mai commessi nel corso della storia umana. Gli
imputati sono accusati di aver causato la morte e
danni a milioni di persone attraverso il
"business della malattia", attraverso
crimini di guerra e altri crimini contro l'umanità...
Le accuse presentate in questo appello si
riferiscono a due principali capi d'accusa:
*
Genocidio e altri crimini contro l'umanità commessi
in connessione con il business farmaceutico della
malattia.
* Crimini di guerra e di aggressione e altri crimini
contro l'umanità commessi in connessione con la
recente guerra in Iraq e l'escalation internazionale
verso una guerra mondiale.
Questi due capi d'accusa sono direttamente riferiti
e collegati ad un unico fattore: vengono commessi
nel nome e negli interessi degli stessi gruppi
corporativi d'investimento e dai loro sostenitori
politici. Per stabilire le prove e mostrare le
motivazioni comuni degli accusati e' necessaria un
breve rivisitazione storica.
Nel corso del XX secolo, l'industria farmaceutica è
stata sviluppata e organizzata con il fine di
controllare i sistemi sanitari di tutto il mondo
rimpiazzando sistematicamente le terapie naturali
non brevettabili con farmaci di sintesi e
brevettabili, perciò redditizi. Questa industria
non si è evoluta naturalmente.
Al contrario, è stata una decisione d'investimento
presa da una manciata di imprenditori ricchi e senza
scrupoli. Costoro hanno definito deliberatamente il
corpo umano come un mercato finalizzato a generare
ulteriore ricchezza.... Il motore trainante di
questa industria per investimenti fu il Gruppo
Rockefeller. Nel periodo a cavallo tra il XIX e XX
secolo avevano il controllo del 90% del mercato
petrolchimico degli Stati Uniti e stavano aspettando
una nuova opportunità di investimento globale. Un
altro gruppo d'investimento attivo in questo campo
si è formato intorno al Gruppo finanziario dei
Rothschild... Gli imputati sono responsabili
della morte di centinaia di milioni di persone che
continuano a morire di problemi cardiovascolari,
cancro e di altre malattie che potrebbero essere
evitate e che potevano essere eliminate
definitivamente molto tempo fa.
Per
commettere questi crimini, le società farmaceutiche
usano un labirinto di esecutori e di complici
arruolati nella scienza, nella medicina, nei
mass-media e nella politica. I governi di intere
nazioni sono maneggiati o completamente controllati
da gruppi di pressione e dagli ex-quadro
dell'industria farmaceutica. Per decenni, la
legislazione di intere nazioni è stata corrotta ed
usata per promuovere questo "business della
malattia" multimiliardario mettendo a rischio
la salute e la vita di centinaia di milioni di
pazienti e di persone innocenti”.
Un reato come quello individuato da Rath è già
stato commesso dalle Corporation petrolchimiche. Nel
1947, alcuni dirigenti e ricercatori della IG-Farben
vennero processati a Norimberga.
La IG Farben
era il più grande cartello
farmaceutico-petrolchimico dell'Europa prebellica e
la più grande azionista della Standard Oil dei
Rockefeller. Il Tribunale di Norimberga condannò
non soltanto i leader politici e militari, ma anche
i dirigenti aziendali (seppur a pene miti, vedi
capitolo IV), che avevano portato Hitler al potere.
Le società derivate dalla IG-Farben continuano a
mettere il profitto al di sopra di tutto,
commettendo delitti contro la salute, la vita umana
e l'ambiente.
La Bayer
e
la Hoechst
dominano il mercato europeo ormai da molti anni.
La Coalition Against
Bayer Dangers (Cbg) è stata creata per mettere
la Bayer
di fronte alle sue responsabilità. Nel 1978
la Cbg
capì che
la Bayer
stava commettendo reati contro i diritti umani e
l'ambiente. In molti paesi stava sostenendo i
dittatori nel reprimere i lavoratori che chiedevano
condizioni di lavoro più umane.
La Cbg
ha fatto emergere molti casi in cui
la Bayer
aveva calpestato i diritti umani. Ad esempio, nel
1988 è stata condannata per aver licenziato in
America Latina alcuni lavoratori che si erano
iscritti al sindacato, e nel 1991 è stata accusata
da un tribunale tedesco di aver fatto pressione per
peggiorare le condizioni di lavoro.
Nel
1995 è iniziata la campagna "Never Again!",
per ottenere un risarcimento per lo sfruttamento che
la Bayer
,
la IG Farben
e le altre Corporation hanno attuato nei campi
nazisti e continuano a praticare nei paesi poveri.
Le Corporation farmaceutiche producono farmaci
esclusivamente a scopo di lucro. Tutte le loro
politiche sono attuate per accrescere i profitti. La
ricerca avviene soltanto nei settori remunerativi.
Ad esempio, malattie come la malaria e la
tubercolosi sono la causa di morte per milioni di
persone del Terzo Mondo, eppure le case
farmaceutiche scelgono di fare ricerche per farmaci
contro la calvizie o l'impotenza. Osserva Bakan:
"Nel
2000 non è stato sviluppato nessun farmaco contro
la tubercolosi, rispetto agli 8 per la cura
dell'impotenza o delle disfunzioni erettili e i 7
per la cura della calvizie. Lo sviluppo di farmaci
destinati al trattamento dei disturbi di personalità
negli animali domestici sembra avere priorità più
elevata rispetto alla battaglia contro malattie che
uccidono milioni di esseri umani ogni anno".
Da
recente è emerso che le Corporation farmaceutiche,
come
la Pfizer
, hanno fatto sperimentazione su esseri umani nei
paesi del Terzo Mondo.
La Pfizer
è un'azienda americana molto importante nel
settore, quotata a Wall Street, che si occupa di
produrre nuovi farmaci sia nel settore umano che in
quello veterinario. Nel 1996
la Pfizer
doveva testare un nuovo antibiotico contro la
meningite, il Trovan. Approfittò di una drammatica
epidemia di meningite in Nigeria per mandare i suoi
"esperti" a somministrare il nuovo
farmaco, senza notificare che il farmaco non era mai
stato testato prima. I ricercatori della Pfizer
utilizzarono come cavie 200 bambini. Undici bambini
morirono e quando, nel
gennaio del 2001, venne fuori la notizia,
la Pfizer
sostenne di aver ricevuto autorizzazioni non scritte
da parte dei genitori dei bambini. Ma i genitori si
sono dichiarati all'oscuro di tutto e hanno
denunciato la casa farmaceutica.
Il
totalitarismo dell'attuale sistema
economico-finanziario mondiale è reso possibile dal
possesso, da parte dello stesso gruppo (e delle
stesse, poche persone) delle banche, delle
Corporation, dei media e del controllo politico.
Sempre più spesso sono gli ex dirigenti di
importanti banche o di grandi multinazionali ad
assumere ruoli importanti nella politica. E' come se
venissero spostati da un incarico all'altro dagli
stessi loro datori di lavoro. I governi sono
diventati organi a servizio del capitale, cioè del
gruppo ristretto che possiede quasi tutta la
ricchezza del mondo.
Ogni
Corporation ha come azionisti di maggioranza quelle
stesse persone che posseggono le banche, cioè i
Rothschild, i Rockefeller, i Warburg, gli Harriman,
gli Schiff, i Vanderbilt, i Barclays, i Walton, i
Morgan, i Mellon ecc. Questo significa che i
responsabili, che si nascondono dietro le
Corporation, sono sempre le stesse persone che si
sono arricchite (e continuano ad arricchirsi) con la
guerra e con la morte di milioni di persone. Le
Corporation sono controllate attraverso gruppi
finanziari come
la Chase Manhattan
Bank,
la FMR Corp
,
la Mellon Financial
Corp,
la Wellington Managment
, Citigroup,
la Rothschild Bank
,
la Barclays Bank
,
la National Westminster
Bank,
la Putnam Investments
e altri.
La Morgan-Chase
ha nel suo consiglio di amministrazione i
rappresentanti di alcune delle più importanti
Corporation presenti nel mondo, come le compagnie
petrolifere Exxon-Mobil e BP-Amoco, le holding
Honeywell (filiale della General Electric),
la Bechtel
,
la Dupont
, i laboratori farmaceutici Merck e Wyeth.
Le
holding
e le banche si occupano in vari modi delle guerre in
corso nelle varie parti del mondo. Ad esempio, il
gruppo finanziario Carlyle possiede la società BDM,
che ha come presidente Frank Carlucci.
La BDM
ha fornito servizi logistici alle truppe militari
Usa impegnate in operazioni internazionali.
La BDM
controlla anche il capitale azionario della società
di costruzioni militari Vinnell Corp., impegnata
nell'addestramento della Guardia Nazionale Saudita e
nella protezione dei pozzi petroliferi del paese
mediorientale.
La Carlyle
possiede anche
la Federal Data
, che rifornisce di sistemi radar l'amministrazione
USA, e
la United Defense
Industries Inc., il maggiore fornitore di sistemi di
lancio missilistici delle forze armate statunitensi,
turche e saudite. Nel giugno 2003,
la Carlyle
ha acquistato il 70% di Fiat Avio, la società
appartenuta alla famiglia Agnelli che opera nella
costruzione di caccia aerei, velivoli da trasporto e
componenti missilistiche. Il restante 30% è stato
acquistato da Finmeccanica, che è in parte di
proprietà del Ministero del Tesoro italiano.
Personaggi che hanno fatto parte del governo Usa
traggono altissimi profitti dalla Carlyle. Tra
questi ci sono James A. Baker III, ex segretario di
Stato; Richard G. Barman, ex direttore dell'Office
of Management and Budget; e John Sununu, ex
segretario generale della Casa Bianca. Nella
direzione del Carlyle Group siedono inoltre l'ex
premier britannico John Major e l'ex direttore della
Banca Mondiale, Afsaneh Masheyekhi. Il principe
saudita Al-Waleed Bin Talal, nipote di re Fahd,
dispone di una partecipazione indeterminata nei
fondi, e George W. Bush, attuale presidente degli
Stati Uniti, è stato dal 1990 al 1994 membro del
consiglio d'amministrazione di Caterair, filiale del
Carlyle Group.
Altri conglomerati finanziari, come Morgan-Chase
(della famiglia Rockefeller) e Citigroup sono state
oggetto di diverse inchieste, che hanno provato il
loro coinvolgimento nel riciclaggio di denaro
proveniente da traffici illeciti, nel sostegno alle
operazioni di guerra e di repressione dei regimi
militari più corrotti (ad esempio in Cile, Bolivia,
Argentina durante le dittature degli anni '70 e '80,
nel Nicaragua di Somoza, nelle Filippine di Marcos,
ecc.), nelle transazioni di armi pesanti e
componenti nucleari e nelle fughe di capitali dai
paesi del Sud del mondo verso i maggiori paradisi
fiscali.
Molte
Corporation hanno finanziato l'attuale governo
americano, incoraggiandolo ad aggredire l'Iraq. Ad
esempio,
la Exxon Mobil
,
la Halliburton
,
la Chevron Texaco
e
la General Motors
, che stanno guadagnando altissimi profitti grazie
alla vendita di armi e agli appalti per la gestione
dei pozzi e per la ricostruzione dell'Iraq. Alcuni
membri del governo americano stanno avendo parecchi
guadagni grazie alla guerra in Iraq. Ad esempio, il
vicepresidente Dick Cheney, che possiede parecchi
pacchetti azionari proprio delle Corporation che
stanno traendo grossi profitti, come
la Halliburton
(di cui è stato dirigente),
la Chevron-Texaco
e
la Exxon-Mobil.
Stigliz Joseph E., I
ruggenti anni Novanta, Einaudi, Torino 2004,
pp. 100-104.
Stigliz Joseph E., op. cit., p. 105.
Chomsky Noam, Il
golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e
democrazia, Edizioni Piemme, Casale
Monferrato (AL), 2004, pp. 37-38.
Chomsky Noam, Il
golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e
democrazia, op. cit., p. 21.
Bakan Joel, The
Corporation, Fandango, Roma 2004, pp. 5-81.
Osserva Bakan che "tra il 1781 e il 1790,
il numero di Corporation aumentò di circa dieci
volte, da
33 a
328". Bakan
Joel, op. cit., p. 13.
Bakan Joel, op. cit., p. 21.
Bakan Joel, op. cit., p. 24.
Le Corporation transnazionali sono legate all'élite
della nazione di origine, ma esercitano potere
in molte parti del mondo.
Si sono appropriate di risorse in molti
paesi, dove hanno i loro centri di produzione, e
vendono i loro prodotti in tutto il mondo.
Pilger John, op. cit., p. 69.
Chomsky Noam, Il
bene comune, Piemme Edizioni, Casale
Monferrato (AL) 2004, p. 88.
Intervista a Noam Chomsky, in Bakan Joel, op.
cit., p. 173.
Bakan Joel, op. cit., p.
147.
Bakan Joel, op. cit., p. 163.
http://www.consapevolezza.it/notizie/apr-giu-2002/fame_nel_mondo.asp
D'Eramo Marco, "Il
continente da modificare", Il
manifesto, 27 agosto 2002.
Si tratta di Anne Veneman, ex top manager della
Calgene, società di biotecnologia di proprietà
della Monsanto, nominata a capo della segreteria
dell'Agricoltura
Shiva Vandana, "Biopirateria
del grano", ZNet
Daily Commentaries, 22 aprile 2004. http://www.zmag.org/italy/shiva-biopirateriagrano.htm
Cit. Gozzoli Sergio, "L'America:
i plutocrati 'eletti da Dio'", http://www.paginadelleidee.net/7_politica/politica24.ht
AA.VV., Sul
libro nero del comunismo. Una discussione nella
sinistra, Manifestolibri, Roma 1998, pp.
66-67.
Organizzazioni non governative, nel 1998, hanno
stilato un "Manifesto dell’acqua",
in cui si sostiene che l'acqua non è un bene
economico ma un bene vitale patrimonio di tutto
il mondo. Nel documento si è proposto di
stipulare un contratto mondiale dell’acqua,
con due principali finalità:
1) assicurare l’accesso per ogni essere umano,
per ogni comunità umana; l’accesso
dev’essere riconosciuto come diritto politico,
economico e sociale fondamentale individuale e
collettivo inalienabile;
2) assicurare la gestione solidale e sostenibile
integrata dell’acqua. Vedi R. Petrella, Il
Manifesto dell’acqua. Il diritto alla vita per
tutti, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2001,
p. 20; e R. Petrella, "Acqua, bene comune
dell’umanità", in
"Alternative/i", n. 2, giugno 2001.
Organizzazione Internazionale del Lavoro,
"A future without child labour", 2002.
"Un
dossier contro lo sfruttamento. Più diritti, più
cacao", indagine condotta da Save the
Children e TransFair Italia. http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?iddos=4224&idc=2&ida=&idt=&idart=2453
Il Sinaltrainal nasce nel 1982 dall’unione dei
sindacati presenti nelle Imprese
imbottigliatrici della Coca Cola e della Nestlè.
Nasce per difendere i diritti e le
rivendicazioni degli operai, contro le politiche
neoliberali che distruggono ogni possibilità di
migliorare le condizioni economiche e lavorative
dei lavoratori.
http://www4.dr-rath-foundation.org/ad_archive/pdf/italy05.pdf
Bakan Joel, op. cit., pp. 64-65.
Le holding sono grandi società finanziarie che
ne controllano altre attraverso il possesso di
pacchetti azionari.
Brisard Jean-Charles, Dasquié Guillaume, La
verità negata. Una voce fuori dal coro racconta
il ruolo della finanza internazionale nella
vicenda Bin Laden, Marco Tropea Editore,
Milano, 2002, p. 180.
Henry J. S., Banqueros
y Lavadólares, Tercer Mundo Editores, Bogotá,
1996
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