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Mussolini arriva anche sul web rendendola una
donna famosa, una celebrità. E' amata dai
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volte è oggetto di gossip. Ha un nome associato
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Bonolis: «Per il Festival guadagno
un milione di euro»
«È il mercato. Io però lavoro per un anno anche
come direttore artistico»
Bossi:
“La Carta non si cambia”.
Berlusconi: “Nessun contrasto
col Colle” Il pemier
ribadisce che non esistono
tensioni con il Capo dello Stato,
e anche con il presidente della
Camera Gianfranco Fini "non
c'era nulla da ricomporre".
Intanto il leader del Carroccio
sottolinea che Napolitano ha
sbagliato a inviare la lettera al
Consiglio del Ministri, ma è
"figura di garanzia"
Con
Morgan Tsvangirai da oggi lo
Zimbabwe volta pagina La
gravissima crisi economica, la
disoccupazione al 90 per cento e
la violenza politica sono le sfide
che attendono il leader del
Movement for Democratic Change,
che dopo aver vinto le elezionie
lo scorso anno, ora diventa
ufficialmente il capo del Governo.
Il nuovo leader dovrà convivere
con il suo avversario, l'ex
dittatore Robert Mugabe, che
mantiene la carica di presidente
dello Stato
Uil:
la metastasi del lavoro sommerso.
In 3 anni 770.000 irregolari Non
accenna a diminuire il fenomeno
dei lavoratori irregolari: nel
2008 sono stati 303.301 unità,
con un incremento del 9,4%
rispetto al 2007. Recuperati 5,4
miliardi di euro tra contributi e
premi evasi. Il segretario
confederale Loy: "Occorre
continuare a prestare attenzione e
a combattere i fenomeni di fittizi
rapporti di lavoro e di elusione
contributiva"
Star
Wars: The Clone Wars, la saga è
un cartoon Dal 13
febbraio arriva su Cartoon network
la prima, innovativa serie tv di
Guerre Stellari. La serie,
prodotta della Lucasfilm Animation,
porta sul piccolo schermo nuove
avventure con un'animazione in
computer grafica
20 cose da sapere su Multinazionale
IRAK i contadini DEVONO acquistare i semi SOLO dalla Monsanto
Danni delle MULTINAZIONALI
Falsita' della Medicina Ufficiale + Autosufficienza in Agricoltura Biologica
Indice Agricoltura + DUE ETTARI + MEZZO ETTARO + Guida all'Agricoltura
SEMI ANTICHI per il FUTURO dell'AGRICOLTURA
Allevamento Polli Biologico-Biodinamico
Gli OGM ammalano ed uccidono: http://it.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
Compostaggio + Concime naturale + Lombrichi
Bari (Italy) - Luigi Monti è stato rinviato a giudizio per avere arrecato un danno enorme al patrimonio dell'umanità e dello Stato italiano, danneggiando i semi conservati dal Dott. Perrino nelle celle refrigerate dell'Istituto di Germoplasma a Bari dal 1969. Culla della biodiversità mondiale, il tesoro è stato distrutto da questo individuo (il 40% degli 80000 semi morto, il restante moribondo). Dovrà rispondere solo di "abuso di ufficio".
Dow Chemical - 07-02-2005 - XX° anniversario della catastrofe di Bhopal (India)
Russell Mokhiber e Robert Weissman - Fonte: Focus on the Corporation. Stati Uniti, novembre 2004.
Traduzione per "La insignia": Berna Wang
Supponiamo per un istante, come fa la legge, che una grande impresa sia una persona.
Se una grande impresa è una persona, allora come è possibile che non ci siano biografie di grandi imprese ? E non parliamo di biografie "ufficiali", scritte da persone pagate dall'azienda. E' naturale che esistono.
Però, perché non esistono invece biografie delle principali imprese americane con tutti i loro difetti ?
Come, per esempio, "Vita ed epoca di General Motors" ?
In realtà, uno storico che si chiama Brad Snell lavora da anni ad una biografia di questo genere sulla General Motors: con tutti i suoi difetti. Sostiene che l'ha quasi terminata.
Nel 1974, Gerard Colby Zilg scrisse un libro dal titolo "DuPont: Behind the Nylon Curtain" ("DuPont: Dietro la Cortina di Nylon"), che era una biografia della DuPont Corporation. Con tutti i suoi difetti.
Zilg disse che il suo editore, sollecitato dalla DuPont, mise da parte il libro, che non arrivò da nessuna parte.
Ora c'è Jack Doyle.
Doyle sta cercando di costruirsi una carriera professionale scrivendo biografie critiche delle grandi imprese. Nel 2002, ingaggiato dal Fondo di Salute Ambientale, Doyle scrisse la sua prima biografia di un'azienda, intitolata "Riding the Dragon: Royal Dutch Shell & The Fossil Fire" ("A Cavallo del Drago: Royal Dutch Shell ed il Fuoco Fossile").
Adesso, in coincidenza con il XX° anniversario della catastrofe di Bhopal, Doyle pubblica "Trespass Against Us: Dow Chemical and the Toxic Century" ("I Nostri Debitori: Dow Chemical ed il Secolo Tossico") (Common Courage Press, 2004).
A mezzanotte del 2 dicembre del 1984, nella fabbrica di pesticidi della Union Carbide a Bhopal, in India, ci fu una fuga di 27 tonnellate di gas letali che uccisero subito circa 8.000 persone e ne avvelenarono altre migliaia.
Oggi a Bhopal, almeno 150.000 persone, compresi i figli con genitori che sono sopravvissuti alla catastrofe, lamentano effetti sulla loro salute collegati all'esposizione ai gas, come cancro, danni al sistema nervoso, cicli mestruali irregolari e malattie mentali.
Più di 20.000 persone non hanno altra scelta che bere acqua con livelli pericolosi di mercurio, tetracloruro di carbonio ed altri contaminanti organici stabili e metalli pesanti.
Attivisti da tutto il mondo -fra cui esperti in diritti umani, in materie legali, in salute ambientale ed altre aree- si mobiliteranno nelle prossime due settimane per chiedere che la Dow Chemical, attuale proprietaria della Union Carbide, risponda dei propri atti.
Eccoci qui, 20 anni dopo la catastrofe, e l'azienda responsabile di questo disastro ed i suoi dirigenti continuano a sottrarsi alla giustizia.
La Union Carbide ed il suo ex presidente, Warren Andersen, furono accusati di omicidio per i morti di Bhopal, però si rifiutano di comparire di fronte ai tribunali indiani.
Si stanno organizzando numerose azioni in tutto il mondo per commemorare il XX° anniversario, come la pubblicazione del documento di accuse contro la Dow, in formato libro, di Doyle.
Doyle ha preso il titolo del suo libro, "i Nostri Debitori", dal Padre Nostro: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e perdona i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."
Abbiamo domandato a Doyle se stava chiedendo all'umanità - alle persone che sono state contaminate dalle sostanze chimiche della Dow - che perdonasse la Dow come debitore.
"Assolutamente no" ha detto Doyle. "Con l'espressione 'ai nostri debitori' cerco di rendere visibile ciò che è invisibile: cerco di mostrare che ci sono frontiere che le sostanze tossiche violano ogni giorno. Le grandi imprese stanno ottenendo benefici con l'invasione del mio spazio personale, la mia biologia".
Non tengono sotto controllo tutti i loro costi operativi e noi abbiamo a nostro carico le spese degli effetti collaterali in forma di malattie, malesseri, sistema immunitario debilitato, alterazioni nella riproduzione, difetti alla nascita, cancro.
Questo non va affatto bene. E' un debito mortale, una violazione imperdonabile che bisogna fermare. E' chiaro che non chiediamo ai consumatori che preghino affinché le imprese siano perdonate: proprio il contrario. Bisogna processarle.
Le imprese come la Dow stanno facendo quello che vogliono tutti i giorni con il debito biologico. Ed il libro lo documenta".
In onore dei morti ed i morenti di Bhopal, vi chiediamo che compriate il libro di Doyle. Ogni volta che utilizzate comuni articoli di plastica, pensate alla distruzione. Ogni volta che usate Saran Wrap (in origine un prodotto di Dow), chiedetevi le conseguenze.
E per commemorare il XX° anniversario del crimine di Bhopal, presentiamo 20 cose che bisogna ricordare sulla Dow Chemical, l'azienda attualmente responsabile di Bhopal e latitante.
20. Agente 'Orange'/Napalm. L'erbicida tossico e la gelatina di petrolio utilizzati in Vietnam crearono orrore in giovani e vecchi. Ed un grande agitazione negli Stati Uniti che obbligò la Dow a modificare la propria strategia di pubbliche relazioni.
19. Rocky Flats. Il sito segreto in Colorado della Dow Chemical dal 1952 al 1975, un incubo ambientale per la zona di Denver.
18. Carica corporale. Nel marzo del 2001, i Centri per il monitoraggio delle Malattie hanno informato che la maggior parte degli americani hanno livelli rivelabili in sangue ed orina di materiali plastici, pesticidi e metalli pesanti.
17. 2,4-D. Un erbicida prodotto dalla Dow Chemical. Continua ad essere impiegato attualmente. Utilizzato per eliminare le erbacce da prati, coltivazioni e campi, percorsi soggetti a diritti di passaggio delle imprese di servizi e linee ferroviarie. Uno dei suoi ingredienti di base è l'agente 'Orange', il defogliante tossico utilizzato in Vietnam. Il 2,4-D è l'erbicida più usato nel mondo.
16. Mercurio. In Canada, la Dow ha prodotto cloro impiegando il metodo delle celle di mercurio dal 1947.
Gran parte del mercurio fu riciclato, però se ne riversarono anche quantità significative nell'ambiente in forma di emissioni nell'atmosfera, scarichi nell'acqua, fanghi residuali ed in prodotti finiti.
Nel marzo del 1970, i governi di Ontario e Michigan rivelarono livelli elevati di mercurio nei pesci del fiume St. Clair, il lago St. Clair, il fiume Detroit ed il lago Erie. Le autorità statali e locali denunciarono la Dow per inquinamento da mercurio.
15. PER. Percloroetilene, la sostanza pericolosa che si impiega dappertutto per la pulitura a secco.
La Dow ha cercato di ostacolare alternative più sicure.
14. 2,4,5 T. Uno degli ingredienti tossici dell'agente 'Orange'. Doyle dice che "La Dow lottò a spada tratta per questo prodotto chimico; insistette in tutti modi possibili di fronte ai tribunali e gli organismi pubblici, a livello statale e federale, per guadagnare più tempo per tale prodotto. Si presentarono ai tribunali dell'Arkansas all'inizio degli anni settanta per mettere in dubbio l'amministratore dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA). Lo fecero per avere altro tempo per commercializzarlo, e ne ricavarono due anni, anche se sembra che la Dow già allora sapesse che tale prodotto era un cattivo agente, che aveva provocato difetti di nascita negli animali da laboratorio, ed anche si stava iniziando a riscontrarlo in quel momento nel grasso corporeo umano. Però fino al 1983 la Dow non smise di fabbricare 2,4,5-T negli Stati Uniti, e fino al 1987 non abbandonò la sua produzione in Nuova Zelanda. E la causa intentata per gli effetti sulla salute del 2,4,5-T continua tuttora".
13. Antisindicalismo. Nel 1967, i sindacati rappresentavano quasi tutti i lavoratori del reparto produzione della Dow. Però, da allora, secondo il Dipartimento per il Commercio dei Metalli della Federazione Americana del Lavoro - Congresso delle Organizzazioni del Lavoro, la Dow intraprese "un'ingiustificabile campagna per sbarazzarsi dei sindacati".
12. Silicone. Ingrediente chiave per i trapianti di seni al silicone, fabbricati da una joint venture di Dow e Corning (Dow Corning). Aumentò le dimensioni nelle donne, però le fece anche ammalare. Le malattie ed il processo continuano.
11. DBCP. Ingrediente attivo tossico del Fumazone, pesticida fabbricato dalla Dow. I medici che sottoposero ad analisi coloro che lavoravano con il DBCP pensarono che avessero fatto la vasectomia: non c'era presenza di sperma.
10. Dursban. Il Chlorpyrifos, un pesticida tossico che si è scoperto avere gli effetti di un agente nervino che denunciò Rachel Carson. Testato anche su prigionieri a New York nel 1971 e nel 1998 in un laboratorio di Lincoln, Nebraska. Sostituì il DDT quando fu proibito nel 1972.
E' un campione di vendite. Nel giugno del 2000, la EPA limitò il suo uso.
9. La Dow a Natale. "L'uso di materie plastiche della Dow per l'industria dei giocattoli è generale", si vantava la Dow Chemical in una comunicazione interna aziendale nel periodo di Natale, "e ci sono sempre più nostri materiali sotto l'albero e sui tavoli dei compleanni, il che rende molto felici alcuni bambini, alcune aziende di giocattoli e la Dow". Fra le sostanze chimiche impiegate ci sono il polistirene, il polietilene, le resine di copolimero di etilene, le resine di Saran, le resine del PVC o vinili e cellulosa etilica. E felice anno nuovo.
8. Il Tittabawassee. Fiume e bacino fluviale contaminati dalla Dow nella sua città natale, a Midland, Michigan.
7. Fiume Brazos, Freeport, Texas. Un titolo del febbraio del 1971 dello Houston Post diceva: "Il fiume Brazos è morto". Nel 1970 e nel 1971, le attività della Dow in quel luogo riversarono più di 17.000 milioni di litri di acque residuali al giorno nel Brazos e nel golfo del Messico.
6. Violazione tossica. Doyle scrive: "La Dow Chemical da quasi un secolo inquina le proprietà ed avvelena le persone, a livello locale ed a livello mondiale - a danno di lavoratori, consumatori, intere comunità ed innocenti passanti - su flora e fauna di ambienti selvatici, su tutto l'ecosistema e sul genoma mondiale. La Dow Chemical deve mettere fine a questa violazione tossica".
5. Esperimenti a Holmesburg. Nel gennaio del 1981, un articolo del Philadelphia Inquirer rivelò che la Dow Chemical aveva pagato un dermatologo dell'Università della Pennsylvania affinchè realizasse dei test con la diossina sui reclusi della Prigione di Holmesburg, di Filadelfia. I test furono effettuati nel 1964 su 70 internati.
4. Morti di lavoratori. La Dow ha una lunga storia di esplosioni ed incendi nei suoi impianti, ben documentati da Doyle nel suo libro. Un esempio: nel maggio del 1979 un'esplosione distrusse gli impianti della Dow Chemical a Pittsburgh, provocando la morte di due lavoratori ed il ferimento di più di 45.
3. Tumori al cervello. Nel 1980, degli investigatori scoprirono che 25 lavoratori degli impianti dell'azienda di Freeport, in Texas, avevano un tumore al cervello, 24 dei quali furono fatali.
2. Saran Wrap. La sottile pellicola di plastica così preziosa per le nostre vite. Prodotta dalla Dow finché i consumatori cominciarono a cercare i prodotti della Dow per boicottarli. Per questa ragione la Dow decise di abbandonare i prodotti al consumo - vendette Saran Wrap - e da allora fabbrica soltanto i prodotti chimici con i quali si realizzano i prodotti al consumo.
1. Bhopal. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e perdona i nostri debiti come noi cerchiamo di far sì che i nostri debitori compaiano dinanzi alla giustizia.
Note:
(*) Russell Mokhiber è editore di Corporate Crime Reporter, con sede a Washington D.C. Robert Weissman è editore di Multinational Monitor, con sede a Washington, D.C. Entrambi sono coautori di Corporate Predators: The Hunt for MegaProfits and the Attack on Democracy (Monroe, Maine, Common Courage Press, 1999).
(c) Russell Mokhiber y Robert Weissman
(c) della traduzione: Berna Wang, 2004.
Tradotto dallo spagnolo da Marco Di Terlizzi per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.
Tratto da: italy.peacelink.org
AFTA EPIZOOTICA SCOMPARSA SENZA VACCINI
BSE la beffa + Allevamenti Intensivi
SEMI ANTICHI per il FUTURO dell'AGRICOLTURA
Falsita' della Medicina Ufficiale + Autosufficienza in Agricoltura Biologica
Indice Agricoltura + DUE ETTARI + MEZZO ETTARO + Guida all'Agricoltura
Muoiono tutte le pecore vaccinate + Virus e batteri NON volano nelle Flugghe
Allevamento Polli Biologico-Biodinamico
Gli OGM ammalano ed uccidono: http://it.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
Compostaggio + Concime naturale + Lombrichi
L'Ufficio Epizootico Internazionale (OIE), l'organismo internazionale che vigila sulla diffusione dell'afta epizootica nel mondo, ha confermato che l'epidemia che l'anno scorso decimò il bestiame in Gran Bretagna si è estinta senza il bisogno di ricorrere alle vaccinazioni.
Ciò significa che le sanzioni commerciali adottate dalla comunità internazionale possono essere revocate e che la carne e i prodotti caseari britannici possono tornare sulle tavole dei consumatori degli altri paesi dell'Unione Europea.
L'epidemia di afta epizootica si diffuse nel Regno Unito dopo che gli allevatori erano già stati colpiti duramente dal morbo della mucca pazza, e si calcola che abbia comportato il sacrificio di oltre 4 milioni di capi.
By "ANSA" del 22.01.2002) - AGI/REUTERS - Parigi - Francia
Commento NdR: quali sono stati i vaccini e/o farmaci che questi animali hanno ricevuto precedentemente indebolendo il loro sistema immunitario ? e che TIPO di alimentazione hanno avuto negli allevamenti intensivi ?
Dai Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di qualsiasi tipo) divengono piu' sane, cioe' non vengono facilmente attaccate dalle malattie, sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo a ns disposizione e che le multinazionali della chimica e dei farmaci e vaccini, hanno nascosto per vendere i loro veleni pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello vegetale.
Molti allevatori stanno iniziando ad alimentare i loro animali con questi vegetali coltivati con questi concimi naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a minore tenore di grassi nell'organismo ( -4%).
vedi: Appello agli Allevatori
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Afta epizootica in Gran Bretagna: Afta, virus "fuggito" da laboratorio........
Londra, 7 Ago, 2007 - Lo sostiene un rapporto britannico - Lo ha denunciato un Ente statale britannico
LABORATORIO di VACCINI all’ ORIGINE dei CONTAGI
L'Ente britannico per la salute e la sicurezza ha denunciato oggi l'esistenza di una forte possibilità che i focolai di afta epizootica in un allevamento di bovini a Normandy, nella contea del Surrey, nel Sud dell'Inghilterra.
Lo ha precisato il Segretariato per l'Ambiente britannico, sottolineando che "i casi si sono riscontrati soltanto nell'area intorno alla fattoria" dove la scorsa settimana è comparsa tra i capi di bestiame la malattia altamente infettiva che si trasmette tra animali, sono stati infettati ed hanno avuto origine da un laboratorio di vaccini.
A sostenerlo è un rapporto preliminare dell'Health and Safety Executive (HSE), l'agenzia britannica per la sicurezza sanitaria.
Il primo ministro britannico Gordon Brown ha interrotto le ferie per gestire direttamente da Londra la crisi causata da un focolaio di afta epizootica nell'Inghilterra del sud. L'Unione Europea da domani sospende le esportazioni di bestiame vivo e derivati dalla Gran Bretagna. In Italia il ministero della Salute ha già disposto controlli su tutti i capi vivi e i prodotti derivati, importati negli ultimi trenta giorni dall'Inghilterra. Il virus, scoperto in una fattoria nel sud, appartiene allo stesso ceppo di quello utilizzato in un laboratorio, dove si producono vaccini, che si trova nei pressi dell'allevamento. Il dubbio e' che il virus potrebbe essere partito proprio dal laboratorio.
In un primo rapporto, l'Ente per la salute e la sicurezza aveva rilevato che esisteva la "concreta possibilità" che la sindrome fosse stata diffusa dalle persone e che fosse "improbabile" l'eventualità di una sua trasmissione attraverso l'aria o l'acqua delle alluvioni.
"Riteniamo - ha dichiarato in serata lo stesso Istituto per la salute e la sicurezza - che non ci sia motivo per impedire l'attività dell'Istituto per la salute degli animali, a condizione che segua rigorosamente quanto richiesto dai protocolli relativi alla normale biosicurezza".
Ma secondo lo stesso Istituto, inoltre, prima della ripresa di operazioni che prevedono l'uso di patogeni “viventi” ( NdR: FALSO un virus NON e’ un ‘essere vivente…), la Merial Animal Health, sussidiaria della statunitense Merck e della francese Sanofi-Aventis, dovrà fornire "ulteriori assicurazioni". Il Defra (acronimo inglese per l'ufficio per l'agricoltura del ministero dell'Ambiente), aveva reso noto che il ceppo trovato tra il bestiame e' lo stesso di quello utilizzato dalla Merial fino al mese scorso per un mettere a punto un vaccino.
Il focolaio di afta che ha colpito due fattorie nella contea del Surrey, nel sud dell'Inghilterra, arriva quindi con "forte probabilità" dai laboratori del centro di ricerca di Pirbright, (Produzione di Vaccini) distante meno di cinque chilometri dagli allevamenti di bovini.
Il ceppo del virus, secondo quanto emerso dai primi test condotti dal ministero dell'Agricoltura inglese, è identico a quello usato per testare i vaccini presso l'Istituto per la salute animale di Pirbright.
I laboratori della Iah sono utilizzati anche dall'industria farmaceutica americana "Merial Animal Health ", specializzata nella produzione di vaccini animali. La società nei giorni scorsi ha sospeso le sue attività per consentire le indagini disposte dalle autorità sanitarie britanniche.
La stessa società farmaceutica aveva riferito ieri sera che avrebbe temporaneamente ripreso la produzione di un vaccino contro l'afta epizootica in esecuzione di un ordine statale relativo a 300.000 dosi di un vaccino di un ceppo specifico
Nel rapporto, richiesto dal premier britannico Gordon Brown, emerge con maggiore consistenza quanto già ipotizzato qualche ore dopo la scoperta dell'infezione nel bestiame. E' infatti "quasi impossibile" che il virus sia si diffuso per via aerea (NdR infatti i virus NON volano….non possono entrare nelle "Flugghe") mentre, secondo il rapporto, è "una reale possibilità" che la fuga del virus abbia avuto origine da "un'attivita' umana".
Intanto gli allevatori britannici sono sul piede di guerra. Peter Kendall, presidente dell'Unione dei coltivatori (Nfu), ha parlato di "collera" e "profonda preoccupazione" in seguito alla scoperta del focolaio dell'afta epizootica nel Surrey. "E' un vero dilemma per noi, considerato che abbiamo bisogno di un vaccino……. Ma non è accettabile che un'istituzione scientifica sia responsabile della dispersione del virus", ha aggiunto il capo del principale sindacato agricolo, all'uscita da un incontro a Londra con il premier britannico Gordon Brown. Il capo del governo, dopo aver interrotto le sue vacanze, ha convocato la quarta riunione consecutiva del Comitato per la gestione delle emergenze (Cobra) sulla crisi afta epizootica.
Per Laurence Matthews, proprietario dei terreni sui quali si è verificati il secondo episodio di contagio "la maggior parte degli allevatori è terrorizzata e ogni fattoria è ormai in uno stato di paralisi".
La National Farmers Union, il sindacato degli agricoltori e degli allevatori che in passato si era opposto alla vaccinazione a tappeto del bestiame, ha dichiarato che il governo dovrebbe avere a disposizione i vaccini, in modo da poter decidere di usarli se la la situazione lo richiedesse……ecco perche’ vi e’ stata la inoculazione occulta del vaccino a virus dell’afta sui bovini…..per poter obbligare gli agricoltori a richiedere i vaccini che prima avevano rifiutato….in quanto conoscono bene i danni dei vaccini stessi….
Il ministero dell'agricoltura ha per ora ordinato 300.000 dosi, ma non ha ancora preso alcuna decisione sulla possibilità di una vaccinazione di emergenza di tutto il bestiame.
Commento NdR: con tutta probabilita’ e’ stato sperimentato sugli animali un vaccino, prodotto dall’azienda nelle vicinanze…..all’insaputa dell’allevatore…… Quindi cio’ significa che anche i produttori dei vaccini sono all’origine delle malattie infettive oggi ormai dilaganti…inoltre gli allevatori, sono spaventati dall'idea che i loro allevamento possano essere sterminati dalle uccisioni di massa degli animali messe in atto dalle autorita' "sanitarie" ormai schiave delle BUGIE delle imprese farmaceutiche...sulle cause virali delle malattie degli animali.... - vedi: Come nasce la malattia.
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Romano
Prrrrodi Ecce Homo Di
cosa si occupa, nello specifico, NOMISMA? Della
“potentia
coeundi” dei somari somali e delle velocità
medie di cammelli e ovini nel deserto (incarichi
del Ministero degli Esteri, Dipartimento
per la Cooperazione). E qui, il Professore dà
il meglio di sé. Cinquemilacinquecento pagine di
rapporto (39 volumi) che, a detta di coloro che li
hanno letti, costituiscono una pietra miliare
nella storia dell’analisi economica. Costo del
lavoro di NOMISMA nemmeno esagerato, appena 9,7
miliardi di lire. Tra i principali risultati
prodotti dallo studio, occorre ricordare le seguenti
chicche:
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