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| Impariamo la Chitarra |
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La Chitarra
La chitarra è uno strumento musicale a
corde, suonata con i polpastrelli, con le
unghie o con un plettro. Il suono è
generato dalla vibrazione delle corde, che
sono tese al di sopra della cassa
armonica, a partire dal ponte e fissate
all'altra estremità alle meccaniche poste
sulla paletta. Sul manico, la tastiera
consente di accorciare la lunghezza della
parte di corda vibrante, così da suonare
le note desiderate. La chitarra discendere
dall'antico liuto arabo. Le chitarre hanno
solitamente sei corde, ma spesso esistono
delle variazioni, la più nota delle quali
è la chitarra a dodici corde. Vengono
usate differenti tipi di accordatura.
L'accordatura più comune, nota come
accordatura standard, è
Mi-Si-Sol-Re-La-Mi dalla corda più acuta
alla più grave. Questa accordatura, in
cui l'intervallo tra due corde adiacenti
è di una quarta giusta (tranne che tra
seconda e terza corda, che distano di una
terza maggiore), si è imposta per ragioni
storiche e per la sua praticità nel
formare accordi mediante posizioni della
mano sinistra non complicatissime.
Accordature diverse vengono dette
accordature aperte e se ne fa uso in
alcuni particolari generi musicali. Di
solito la mano sinistra preme le corde sul
manico, mentre la destra pizzica le corde
facendole vibrare. I suonatori di chitarra
mancini impugnano la chitarra invertendo
oltre che l'uso delle mani, anche la
disposizione delle corde, sebbene esistano
delle eccezioni (Albert King, Federico
Salvatore, Gianluca Mosole).
Tipi di Chitarre
Le chitarre possono essere suddivise in
tre macro-categorie: acustiche,
semi-acustiche ed elettriche a corpo solido
(solid body). Per acustici, si intendono
tutti gli strumenti che possono suonare
senza l'ausilio dell'amplificazione, come la
tromba, il pianoforte, e le chitarre classica
e folk (quest'ultima comunemente
chiamata acustica). Per elettrici,
viceversa, si intendono gli strumenti che,
senza un'adeguata amplificazione, non
potrebbero essere uditi affatto (come nel
caso della tastiera); oppure avrebbero
un'intensità di suono troppo bassa per
essere ascoltati, se non dall'esecutore (è
il caso della chitarra elettrica), oltre che
a un timbro sonoro decisamente poco
armonioso e privo di corpo. Per
semi-acustici, invece, si intendono quegli
strumenti che possono suonare in maniera
acustica (sebbene spesso l'intensità di
suono sia inferiore rispetto agli strumenti
acustici veri e propri), o amplificati. Nel
caso della chitarra semi-acustica, il suo
suono particolare dipende anche dall'unione
dell'amplificazione acustica con quella
elettrica (mediante pick-up).
- Chitarra classica: ha tipicamente tre
corde di nylon per le note medio/alte e
tre corde di seta rivestite di metallo
per quelle medio/basse e
l'amplificazione è ottenuta per
risonanza dal corpo vuoto, chiamato cassa
armonica. Viene suonata normalmente
da seduti, poggiata sulla gamba sinistra
(con un poggiapiede sotto quest'ultima),
o sulla gamba destra, e il contatto con
le corde è: con la mano destra, dita
con unghie lunghe o corte (di solito si
preferiscono unghie lunghe, poiché
l'attacco del suono è più diretto), e
si usano pollice, indice, medio e
anulare. Le dita della mano sinistra
invece, si muovono sulla tastiera,
schiacciando le corde per ottenere le
diverse note ed i diversi accordi.
Ovviamente, per la mano che si muove
sulla tastiera, le unghie dovranno
essere corte. Sono usate (sulla
tastiera) l'indice, il medio, l'anulare
ed il mignolo. Il pollice, che negli
altri tipi di chitarra può spesso
essere usato per arrivare (da dietro il
manico), a schiacciare la corda più
grave nella formazione di accordi
particolarmente impegnativi, non è
praticamente impiegato sulla chitarra
classica, a causa della maggiore
dimensione del manico di questo
strumento. Solitamente questo tipo di
chitarra è usato per suonare musica
classica. Si possono anche trovare
chitarre classiche a spalla mancante
(per facilitare lo spostamento nelle
zone più alte della tastiera), ed
amplificate, vale a dire munite di
attacco jack, per essere
collegate ad un amplificatore.
Le chitarre flamenco sono molto simili
per costruzione, hanno una protezione di
plastica trasparente sopra e sotto la
buca (detta golpeador) per
garantire l'integrità del sottile legno
della tavola armonica dai colpi con le
dita caratteristici di questo stile.
- Chitarra folk: detta comunemente
chitarra acustica, ha una cassa più
grande della classica, ed un manico
rinforzato con un'asta di ferro
all'interno (detta truss rod) per
resistere alla maggiore tensione dovuta
alle corde metalliche. Può essere
impiegata in tutti i generi moderni,
come il folk, il blues, il rock, la
fusion, nei balli tradizionali (es.:
country), eccetera. Le corde metalliche
conferiscono un suono brillante e
pulito. Esistono versioni con spalla
mancante per consentire un migliore
accesso ai tasti delle note più alte, e
versioni elettrificate per amplificare
il suono direttamente senza l'ausilio di
microfono esterno.
Appartiene a questo tipo la Chitarra
battente (o chitarra italiana).
- Chitarra elettrica: ha un corpo
solido, e manico rinforzato da un'anima
(in genere d'acciaio, chiamata truss rod),
poiché, come l'acustica, è munita di
corde metalliche. Produce un suono
debole senza amplificazione. I pick-up
elettromagnetici convertono le
vibrazioni delle corde in segnali
elettrici che possono essere amplificati
elettronicamente. Il suono viene
frequentemente alterato da apparecchi
elettronici (effetti), oppure distorto
dalle valvole degli amplificatori grazie
all'aumento del segnale in ingresso.
Viene usata massicciamente nel rock and
roll, nel country, nel jazz, nel
jazz-rock, nella fusion, nel metal ecc.
(nel jazz di solito si usa la chitarra semi-acustica,
chitarra amplificata simile
all'elettrica nel manico, ma con un
corpo acustico, più sottile però,
rispetto a quello della classica e della
folk).
- Chitarra a 12 corde: anch'essa con
corde metalliche e manico rinforzato, ha
sei "doppie corde" (sono
montate a due a due, e le corde di ogni
coppia sono molto vicine), e viene usata
molto nel folk (p.es. nel fado), nel
rock and roll, nella fusion, ma anche in
tutti gli altri generi moderni, poiché
il suo suono è molto intenso. Le due
coppie di corde più acute vengono
accordate all'unisono, le restanti con
un'ottava di differenza.
Esistono anche delle variazioni che
servono al chitarrista per avere a
disposizione più chitarre in una o la
necessità di ampliare le strutture
armoniche. Fra le possibili esistono le
chitarre a 7 corde, nate negli anni
quaranta, usate in ambito jazz e che stanno
avendo una "seconda giovinezza"
negli ultimi anni, grazie al massiccio
utilizzo da parte dei chitarristi di generi
più aggressivi come l'Hard Rock ed il
Metal. Questi strumenti aggiungono alle
tradizionali 6 corde una più grave. Le
accordature più usate (dalla più grave
alla più acuta) sono B-E-A-D-G-B-E (bass
standard) o A-E-A-D-G-B-E (7 standard). Una
variazione particolarmente curiosa riguarda
la chitarra elettrica a doppio manico
(chitarra sei corde - basso, sei corde -
dodici corde, sei corde - sei corde, con due
accordature diverse) o triplo manico (sei
corde - dodici corde - basso).
Chitarra Classica
La chitarra classica è un tipo di chitarra
utilizzata per l'esecuzione di brani di
musica classica o di musica sudamericana. La
forma della chitarra classica che conosciamo
e usiamo oggi è della seconda metà
dell'ottocento. È composta da due parti
principali: il manico, su cui si trova la
tastiera, e che termina con la paletta che
ospita le meccaniche per l'intonazione la
cassa di risonanza, con una grande buca
centrale, che serve ad amplificare il suono
prodotto dalle corde La chitarra classica
viene costruita con legni di diverso tipo
per ogni parte del corpo. La tavola armonica
(quella che contiene la buca) è in legno di
abete o di cedro (in realtà una conifera
nord americana). Le fasce ed il fondo sono
costruite in varie essenze, di solito di
legno duro e compatto, a seconda del timbro
che il liutaio vuole conferire. Molto
ricercate sono le essenze di palissandro (in
particolare quello brasiliano), di mogano
makassar, cipresso, ebano e di acero. Il
manico è costruito con legni poco sensibili
all'umidità e poco propensi alla
deformazione, in genere mogano o cedrella
spagnola. La tastiera è in ebano. Il
ponticello cui si legano le corde può
essere in palissandro, ebano, noce, o altre
essenze. Il capotasto ed il ponte sono in
osso. La chitarra classica si può suonare
in modi diversi: sempre esclusivamente
tramite l'uso delle dita o della mano in
generale, mai attraverso un plettro (a
parte, forse, qualche brano contemporaneo),
poiché viene sfruttata polifonicamente (più
voci in contemporanea, non ottenibili
dall'uso di un plettro). Particolari effetti
timbrici sono dovuti all'uso delle unghie
della mano destra, al variare dell'angolo di
attacco delle dita sulle corde, all'uso
percussivo della mano, al pizzicato ecc. La
chitarra classica è uno fra gli strumenti
musicali più espressivi. Oggi le corde sono
fatte principalmente di nylon che conferisce
al suono un timbro ovattato e dolce o di
materiali compositi a base di carbonio con
un timbro più nitido e brillante ed una
maggiore tenuta di suono, raramente di
budello.
Chitarra Acustica
La chitarra acustica è uno
strumento musicale per l'esecuzione di brani
di musica moderna, blues, folk, rock e tutto
il genere della musica leggera. Sotto il
nome di chitarra acustica si celano numerose
forme di chitarre con caratteristiche di
suono e maneggevolezza molto diverse adatte
ai vari stili d'uso e al genere musicale da
suonare.
Sostanzialmente è composta da due parti
principali:
- il manico, su cui si trova la
tastiera, e che termina con la paletta
che ospita le meccaniche per
l'intonazione. Rispetto alla chitarra
classica il manico di chitarra acustica
è leggermente bombato e più stretto,
sia al capotasto che all'attacco sulla
cassa;
- la cassa di risonanza, con una grande
buca centrale, che serve ad amplificare
il suono prodotto dalle corde.
È proprio la cassa che differenzia i vari
tipi di chitarra acustica. Le casse più
grosse delle chitarre "folk"
o delle "jambo" sono adatte
soprattutto all'accompagnamento perché
consentono una fusione del suono migliore.
Le casse più piccole le "minijambo",
la "concerto" e la "granconcerto"
sono invece più adatte all'arpeggio.
Esistono versioni con spalla mancante per
consentire un migliore accesso ai tasti
delle note più alte, e versioni
elettrificate per amplificare il suono
direttamente senza l'ausilio di microfono
esterno. La chitarra si può suonare in modi
diversi: con la mano, con il plettro (per
l'accompagnamento e per l'arpeggio), o anche
con le singole dita, per arpeggiare, stile
denominato fingerpicking o fingerstyle.
Generalmente le corde sono di metallo di
vari spessori per ottenere un suono deciso
con bassi profondi e ricco di armonici.
Chitarra Elettrica
La chitarra elettrica è un tipo di chitarra
in cui la vibrazione delle corde viene
rilevata da uno o più pick-up. Il suono
viene quindi prelevato all'uscita dello
strumento e convogliato in un apposito
amplificatore affinché il volume dello
strumento sia reso udibile. La chitarra
elettrica appartiene alla famiglia degli
strumenti cordofoni.
Tipi di Chitarre Elettriche
SOLID BODY
Le più diffuse chitarre del rock e dei
generi affini, le solid body non
hanno una cassa di risonanza bensì un corpo
di legno pieno. La forma del corpo, il legno
con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up
utilizzato sono molto determinanti ai fini
della resa sonora dello strumento.
SEMI ACUSTICHE
Le chitarre elettriche semi-acustiche
invece presentano una cassa di risonanza con
due tradizionali fori di espansione a forma
di f posti ai lati delle corde,
similmente ai fori presenti su altri
strumenti a corda, come il violino. La
ricerca di un compromesso tra le sonorità
calde delle semiacustiche e il migliore
controllo delle risonanze indesiderate agli
alti volumi delle solid body ha dato poi
origine a un sottotipo delle semi-acustiche.
Queste chitarre adottano un corpo di minore
spessore in cui, in luogo di un'unica cassa,
sono presenti due casse di ridotta entità
ai lati mentre la parte centrale del corpo
è in legno pieno. L'uso delle chitarre
semiacustiche a cassa interamente vuota è
prevalente nella musica jazz, mentre le
chitarre a cassa parzialmente piena hanno
trovato terreno fertile nel rock and roll e
nel blues.
Le Origini
La storia della chitarra elettrica inizia
quando si avvertì l'esigenza di uno
strumento che avesse alcune caratteristiche
proprie della chitarra (specialmente per
quanto attiene alle modalità di
esecuzione), ma che potesse suonare insieme
agli altri senza esserne sovrastato dal
volume di suono. Con la nascita di orchestre
jazz e blues, ci si rese conto del problema
della limitata amplificazione delle chitarre
acustiche. Diversi costruttori cercarono di
ovviare al problema costruendo strumenti che
consentissero un volume maggiore, con una
tonalità simile a quella della chitarra
classica.
Lloyd Loar progettista alla Gibson dal 1920
al 1924 condusse i primi esperimenti
mediante l'adozione di rilevatori in
prossimità delle corde. Il concetto di
chitarra elettrica deve però molto alle
intuizioni di Adolf Rickenbacker, che nel
1931 realizzò il primo pick-up
elettromagnetico (un dispositivo elettronico
in grado di trasformare le vibrazioni delle
corde in impulsi di tipo elettrico) ed iniziò
ad applicarlo ai normali strumenti acustici,
creando una chitarra hawaiana elettrica
chiamata frying pan guitar in due
modelli A22 e A25. Nel 1935 la
Gibson inizia la produzione del modello ES
150, si tratta di una chitarra con cassa di
risonanza e aperture a "f" sulla
tavola e un unico pick-up. Il modello
riscosse un grande successo. Finalmente la
chitarra, grazie all'amplificazione, poteva
inserirsi meglio nelle formazioni del tempo,
senza essere sovrastata dal volume degli
altri strumenti. |
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| Accordare la Chitarra |
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Oltre ad essere un'abilità che dobbiamo
forzatamente possedere, è anche un
pratico esercizio per affinare l'orecchio:
vediamo come accordare la nostra chitarra.
Quando
si è agli inizi accordare la chitarra può
essere davvero difficile, molto più
difficile che suonare qualche accordo. Ci
servirà un bel po' di esercizio per
riuscire ad accordare con disinvoltura le
sei corde, ma soprattutto ci servirà molta
pazienza: dobbiamo assolutamente resistere
alla tentazione di utilizzare un'accordatore
elettronico.
Prima di iniziare però dobbiamo sapere
quali sono le note che dobbiamo ottenere da
ciascuna corda: l'accordatura standard è
detta EADGBe (la "e" in minuscolo
è il MI cantino la prima a partire dal
fondo, la più fine per intenderci). Questa
strana sigla ha in realtà un significato
molto semplice da comprendere, ma per
poterne parlare dobbiamo fare un salto
indietro e vedere la siglatura
internazionale delle sette note:
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Un modo
migliore per memorizzare e
ricordare la terminologia
internazionale è quella di
partire dal LA con la scala e cioè
(LA,SI,DO,RE,MI,FA,SOL) e andare
in ordine alfabetico partendo
dalla lettera A e cioè
(A,B,C,D,E,F,G). In questo modo
basta ricordarsi che la lettera A
corrisponde alla nota LA il resto
viene seguedo la scala normale
delle note. |
Nell'esempio, vengono suonate le sei
corde della chitarra partendo dalla sesta
fino alla prima, in modo che si possa
sentire l'effetto di una chitarra accordata.
Se siamo abituati ai nomi tradizionali
delle note ci troveremo un po' in difficoltà
a memorizzare queste sigle, ma sono
veramente fondamentali per suonare la
chitarra, pertanto meglio impararle bene fin
da subito. Avevamo detto che l'accordatura
si dice EADGBe: ora questa sigla assume un
senso. Indica infatti le sei note generate
dalla vibrazione a vuoto (senza premere
nessun tasto) delle sei corde, partendo
dalla corda più grave (la più spessa). Quest'ultima
pertanto, suonata a vuoto, dovrà generare
un E, ossia un MI. La seconda corda un A,
ossia un LA, e così via. L'ultima corda, la
più sottile, viene indicata da e: la
lettera minuscola ci ricorda che si tratta
di un MI inferiore di un'ottava a quello
della prima corda. Un piccolo schema per
chiarire ulteriormente:
e (mi) -------------------------------------------------
B (si) -------------------------------------------------
G (sol) -------------------------------------------------
D (re) -------------------------------------------------
A (la) -------------------------------------------------
E (mi) -------------------------------------------------
Ecco le sei corde con le rispettive note
e di seguito come appaiono le sette note
musicali sul pentagramma, nella scala
diatonica di Do in chiave di violino.

Finalmente possiamo passare
all'accordatura vera e propria.
Per accordare lo strumento ci serve
forzatamente un parametro esterno, ossia un
suono da usare come confronto: tale suono
dev'essere sicuramente noto, quindi
dobbiamo conoscerne la nota con certezza. La
nota universalmente utilizzata è il LA a
440Hz, con frequenza naturale definita da un
numero intero e corrispondente alla quinta
corda (D'ora in poi le corde vengono lette
in senso opposto e cioè la prima corda
corrisponde al Mi sottile, la seconda al Si
e cosi via).
Dunque
ci serve uno strumento in grado di
restituirci con certezza un LA a
440Hz: abbiamo diverse possibilità. A tale
impiego si prestano infatti ottimamente
diversi strumenti, primo tra tutti il
diapason: costituito da 2 barre
metalliche, messo in vibrazione genera un LA
perfetto. Il problema è che questo LA
risulta essere un'ottava più alto di quello
che ci serve per la seconda corda della
chitarra (un LA appunto): dovremo avere buon
orecchio. Si possono acquistare anche
accordatori a fiato, ossia particolari
'fischietti' che generano proprio il LA che
interessa a noi. Oppure possiamo affidarci a
strumenti dall'accordatura più salda, come
ad esempio un pianoforte. Ma se proprio non
dovessimo avere nessuno degli strumenti
sopraindicati, vi insegno un segreto che in
pochi lo conoscono: il telefono, si
perchè la nota che sentiamo con il classico
tu-tu è proprio il LA, semplice no?
Una
volta che sappiamo dove reperire questo
famoso LA, possiamo iniziare ad accordare la
"quinta" corda della nostra
chitarra: la suoniamo senza premere nessun
tasto e confrontiamo il suono ottenuto con
il LA di riferimento. Se la nostra corda
emette un suono più grave dovremo tenderla
ulteriormente attraverso la chiavetta
(meccanica) corrispondente, se il suono
è troppo acuto dovremo invece renderla meno
tesa intervenendo sempre sull'apposita
meccanica. Quando i due suoni ci appariranno
identici (sempre tenendo conto del diverso
timbro dei due strumenti...) potremo
procedere ad accordare le altre corde.
La quarta corda (D), la possiamo
accordare prendendo come riferimento proprio
la corda che abbiamo appena accordato:
premendo quest'ultima al 5° tasto otterremo
il Re della quarta corda. Lavoriamo
confrontando i due suoni come fatto prima.
Il suono della terza corda (G) si ottiene
in modo analogo, al 5° tasto della quarta
corda. Invece la seconda corda (B)
corrisponde al 4° tasto della terza corda,
mentre la prima corda (e) la otteniamo dal 5°
tasto della seconda.
Ci manca solo il MI della sesta corda:
anche la prima corda è un MI, quindi
possiamo lavorare confrontando le due,
ricordandoci sempre però che la prima corda
è di un'ottava superiore. Oppure possiamo
accordare la sesta corda sapendo che il suo
5° tasto corrisponde alla quarta corda, al
LA.
Decisamente complicato, vero? In realtà
con un piccolo schema è molto più
intuitivo: vediamo ora le varie corde
affiancate al loro suono di riferimento.
| VI |
E |
= al 5° tasto è uguale alla V |
| V |
A |
= LA 440 (diapason, accordatore,
pianoforte...) |
| IV |
D |
= V corda al 5° tasto |
| III |
G |
= IV corda al 5° tasto |
| II |
B |
= III corda al 4° tasto |
| I |
e |
= II corda al 5° tasto |
Dunque si tratta fondamentalmente di confrontare
un suono di riferimento con la corda che
dobbiamo accordare suonata a vuoto.
E'
facile capire come ci voglia un orecchio ben
allenato per svolgere con la dovuta
precisione il lavoro di confronto tra suoni:
proprio per questo è un esercizio
utilissimo e direi fondamentale. Il mio
consiglio è di cominciare a usare gli
accordatori elettronici solo dopo aver
affinato l'udito ed aver imparato ad
accordare con velocità da soli:
l'accordatore può essere utile per
velocizzare la accordature ma non va
considerato come una scorciatoia per
imparare ad accordare.
Infine bisogna sottolineare che alcuni
chitarristi utilizzano accordature diverse
dalla standard EADGBe: tali variazioni
possono essere utili per semplificare le
diteggiature volendo ottenere particolari
suoni, o semplicemente per sperimentare
nuove sonorità. Si parla in particolare
spesso di "dropped C" o "dropped
D": in questi casi la prima corda viene
ribassata a C o D. Dunque le accordature
corrispondenti saranno DADGBe e CADGBe, ma
le variazioni possibili sono infinite. Di
solito all'inizio di ogni tablatura o
spartitura troviamo indicata l'accordatura
in uso.
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| Accordi per Chitarra |
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 La
chitarra é uno strumento facile per il
principiante, perché basta una manciata
di accordi per cavarsela con molte delle
canzoni più conosciute. Allo stesso
tempo, la chitarra offre anche illimitate
possibilità di espressione musicale per
chi veramente voglia approfondire lo
studio.
La peculiarità della chitarra sta
nell'essere suonata per lo più da
autodidatti.I chitarristi classici sono
l'eccezione. Essi abitualmente lavorano
con un insegnante e seguono un corso
regolare di apprendimento. Ma i
chitarristi rock e folk spesso raccolgono
le loro nozioni qua e là, prendendo pezzi
dai dischi e barattando accordi e fraseggi
con gli amici. Alcuni dei più geniali
chitarristi sono in realtà autodidatti
che hanno usato e diffuso tecniche non
convenzionali, ma non per questo meno
efficaci.
Chi prende in mano per la prima volta una
chitarra può, già dopo qualche
tentativo, produrre qualcosa di musicale.
Questa caratteristica, insieme con
l'intrinseca versatilità della chitarra
per i più diversi generi musicali, ha
contribuito a rendere lo strumento molto
popolare.
Se è la prima volta che incominciate a
suonare la chitarra saranno indispensabili
alcune fondamentali condizioni:
entusiasmo, tenacia e molta passione per
lo strumento.
Un consiglio che posso darvi per ridurre
al minimo il dolore che proverete alle
dita è utilizzare una chitarra classica
con corde di nylon e, come succede per
tutte le attività, un pò di sacrifici
iniziali e un pò di gavetta bisogna pur
metterla in conto, non vi pare?
 Importante
è la posizione della mani: La posizione
della mano sinistra non desta mai
perplessità, perchè è definita dai
tasti che dobbiamo suonare, le dita devono
essere il più inarcate possibile, in modo
che inavvertitamente non si vada a premere
altre corde che guasterebbero la pulizia
del suono dell'accordo che andremo a
suonare.
Dovrete trovare poi la migliore posizione
per il pollice, in modo che riusciate a
fare pressione con le altre dita sui tasti
della tastiera.
Invece la mano destra, soprattutto agli
inizi, ci fa impazzire: esistono tanti
modi per suonare e spesso ci troviamo ad
avere le dita in posizioni scomode.
I problemi nascono dal fatto che abbiamo
spesso la necessità di appoggiarci in un
punto fisso, sia per mantenere la mano
destra più stabile, sia per orientarci
sulle corde.
Finchè si tratta di suonare accordi, i
problemi sono contenuti: l'unica cosa che
può destare qualche preoccupazione è il
palm-muting, che ci richiede di suonare
con un gran lavoro di polso, vincolando il
fianco della mano al contatto con le
corde. Se siamo soliti suonare con ampi
gesti dell'avanbraccio dovremo abituarci a
cambiare velocemente stile, poggiando la
mano sulle corde e suonando con il polso:
questione di allenamento. I grossi dubbi
vengono però quando dobbiamo suonare
singole corde o gruppi di corde distanti,
nel pizzicato o negli assoli ad esempio,
ma non è argomento da trattare in questa
sezione, se è il caso ne parleremo più
avanti.
Buon divertimento, e non
dimenticare di venirci trovare spesso, il
sito è in continua espansione e di sicuro
troverai altre informazioni utili.
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MODA
Hawaii, bikini sexy con Victoria's Secret. Guarda
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Minaccia Ferrari: «Via dalla F1 se passa il
motore unico». Ma Mosley vuole andare avanti: al
via la gara d'appalto per
il nuovo propulsore |
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Droga, arrestato attore del «Capo dei capi»
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ulcera perforante. La famiglia sta valutando
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Palermo-Fiorentina 1-3. Ma Gilardino segna con la
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Volt, ecosvolta per Gm 64 km a meno di 1 $
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Dietrofront di Ciavarro: «Non faccio causa»
L'attore operato d'urgenza in Honduras per ulcera
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L'eco-bara:
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funky, pop, alternatica, liscio, latin ecc - Nel sito è presente una vasta raccolta di testi di canzoni italiane, 2200 spartiti, 70000 midi
files, 2000 mp3 400 trame, 600 libretti di opere liriche, di ogni epoca e genere musicale, biografie artisti e compositori, glossario musicale, con accenni alla tesnica del canto, descrizioni e link a tutti i teatri del mondo e ai siti Web più interessanti...Lezioni di chitarra: Per iniziare...I giri armonici Scarica sul tuo PC il programma per accordare la chitarra
DOVE STIAMO ANDANDO ?....verso una involuzione.....
La lobby gay comanda sull'Europa - Avanza in tutta Europa il potere della lobby gay, fino a rendere reato le parole più naturali di un essere umano...
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| Romano
Prrrrodi Ecce Homo Di
cosa si occupa, nello specifico, NOMISMA? Della
“potentia
coeundi” dei somari somali e delle velocità
medie di cammelli e ovini nel deserto (incarichi
del Ministero degli Esteri, Dipartimento
per la Cooperazione). E qui, il Professore dà
il meglio di sé. Cinquemilacinquecento pagine di
rapporto (39 volumi) che, a detta di coloro che li
hanno letti, costituiscono una pietra miliare
nella storia dell’analisi economica. Costo del
lavoro di NOMISMA nemmeno esagerato, appena 9,7
miliardi di lire. Tra i principali risultati
prodotti dallo studio, occorre ricordare le seguenti
chicche: |
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