MILANO - I musulmani del
centro islamico di viale Jenner si sono
riuniti, per la prima e ultima volta, al
Vigorelli, requisito dalla Prefettura per
tre ore, dalle 12.30 alle 15.30. Ma alla
preghiera del venerdì non hanno
partecipato tutti i circa 4 mila fedeli
che di solito invadevano i marciapiedi di
viale Jenner: erano presenti, alla fine,
circa un migliaio di persone. La preghiera
si è svolta sul campo da rugby in erba
sintetica del Vigorelli, di cui circa un
quarto era occupato dagli uomini che hanno
preso parte alla celebrazione. Circa 25
donne, quasi tutte completamente velate,
erano invece sistemate su una tribuna
laterale, piuttosto distanti dal
predicatore.
Centinaia di scarpe erano disposte ai
margini del campo, mentre un banchetto
improvvisato vendeva acqua e coca
islamica, libri e teli da preghiera. Una
cassetta in legno raccoglieva «donazioni
per l’I.C.I.». L’afflusso dei fedeli,
che inizialmente non erano più di qualche
centinaio, è proseguito per tutta la
durata della preghiera, raggiungendo il
massimo per i riti finali, contraddistinti
da canti e genuflessioni di gruppo.
«HANNO AVUTO PAURA» -
«Hanno paura di venire perché si sentono
minacciati», ha spiegato il direttore del
centro islamico, Abdel Hamid Shaari. «Alcuni
di loro non hanno i documenti in regola e
nei giorni scorsi si sono sentiti
minacciati sia dai politici che dai
residenti del quartiere». Shaari ha anche
affrontato la questione della sistemazione
definitiva del centro islamico: «Per ora
c'è uno spirito di collaborazione tra noi
e la prefettura, per venire incontro alle
nostre esigenze e a quelle dei residenti
milanesi. Speriamo in una soluzione
definitiva».
IL PRESIDIO - All'esterno
della struttura la leader de La Destra,
Daniela Santanchè, ha organizzato un
presidio di protesta con altri esponenti
del partito, con un banchetto davanti ad
uno dei cancelli dell'impianto sportivo.
Assenti invece i comitati dei residenti,
che nei giorni scorsi avevano protestato
per la concessione del Vigorelli. Daniela
Santanchè ha spiegato: «Siamo stati noi
a dirgli di non venire per evitare
qualsiasi disordine, saremo noi a
presidiare la zona per far sapere che ciò
che ha deciso il Comune è inaccettabile».
L'esponente de La Destra ha inoltre
spiegato che il suo partito «ha già
raccolto 4.000 firme dei residenti
contrari a questa soluzione».
«UN CALIFFATO» - «Oggi
a Milano è nato un califfato», ha detto
la Santanchè. «Oggi sono entrate una
decina di donne totalmente coperte,
nell'indifferenza dei controlli. Nessun
cittadino in Italia può girare totalmente
coperto. Oggi si è sancita la nascita di
un califfato che si sottrae alla
giurisdizione italiana. Poi, sarebbe
interessante sapere quanti clandestini ci
sono dentro il Vigorelli, ma nessun ha
fatto controlli. E poi se ci sono dentro
2590 persone è tanto, a dimostrazione che
solo il 5% va alla moschea». La Santanchè,
infine, ha annunciato che contro questa
violazione delle leggi farà «un esposto
alla procura della Repubblica». Per il
direttore del centro islamico, Abdel Hamid
ShaariShaari, il presidio organizzato da
Daniela Santanchè davanti al velodromo
«è la testimonianza di chi ha raccolto
lo 0,0% ed ora ha bisogno di visibilità».
I COMMENTI - «Oggi si
sono recati a pregare i musulmani
regolari, mentre i clandestini,
evidentemente, se ne sono stati
prudentemente a casa», è il commento del
vicesindaco Riccardo de Corato. «Il
risultato è stata, dunque, un'operazione
senza incidenti, che ha conciliato legalità
e sicurezza nel rispetto del diritto di
culto». Rincara la dose il capogruppo di
An a Palazzo Marino, Carlo Fidanza: «Si
dimostra ancora una volta che il Centro
Culturale Islamico di Viale Jenner è
cresciuto negli anni coltivando
l'illegalità, diventando un ricettacolo
di presenze irregolari che sono state
utilizzate come arma di ricatto nei
confronti delle istituzioni e hanno tenuto
per troppo tempo in ostaggio un quartiere».
«PAOLO PINI NON ADATTO»
- Dalla prossima settimana la preghiera
verrà trasferita provvisoriamente al
Palasharp. «Dopodomani - ha spiegato
Shaari - incontreremo il proprietario
dell'impianto e la settimana prossima
avremo un altro incontro in Prefettura e
al termine potremo sapere se da venerdì
prossimo il Palasharp sarà una soluzione
provvisoria fino a fine agosto». Per
quanto riguarda definitivo all'ex ospedale
psichiatrico Paolo Pini, Shaari ha
spiegato che «non è assolutamente
possibile, l'ho visto e non c'è una
struttura adatta ad ospitarci e noi non
possiamo pagare 50 mila euro per l'affitto
di una struttura che dovrebbe costruire la
Provincia».
LEGGE URBANISTICA - Il
direttore del centro islamico ha criticato
anche le posizioni dell'assessore
regionale all'Urbanistica, Davide Boni: «A
casua della sua legge urbanistica, che
dice di aver fatto proprio contro di noi,
noi non possiamo acquistare un immobile
per il nostro centro e impiegarlo come
luogo di culto, perché la legge ci
impedisce di modificare la destinazione
d'uso». In questi anni, ha spiegato
Shaari, «abbiamo avuto diversi contatti
con privati, per esempio per un immobile
in zona porta Vittoria di 1.400 mq, ma
anche se avessimo avuto i soldi necessari
ad acquistarlo, grazie alla legge di Boni
non potevamo usarlo come luogo di culto».