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GORI (GEORGIA)
- La Russia ha formalizzato la sospensione della
collaborazione militare con la Nato. «Abbiamo
ricevuto una nota dai russi attraverso canali
militari con cui informano della decisione di
sospendere ogni evento di collaborazione militare
internazionale tra Mosca e i Paesi della Nato» ha
detto la portavoce dell'Alleanza, Carmen Romero.
La decisione viene dopo le tensioni dovute alle
decisioni del vertice dei ministri degli Esteri
dell’Alleanza, che condannarono l’eccesso di
violenza da parte di Mosca in Georgia e dissero
che quanto accaduto non può passare come «se
nulla fosse». Immediatamente dopo
l’ambasciatore presso la Nato è stato
richiamato a Mosca (dove si recherà martedì) e
da mercoledì circolava la voce, diffusa dalla
diplomazia norvegese, della interruzione della
collaborazione militare. La portavoce della Nato
ha specificato che le operazioni militari tra Nato
e Russia consistono principalmente in formazione,
studi di interoperabilità, assistenza in caso di
disgrazie, logistica e studi accademici sulla
difesa. Per quanto riguarda questioni come i
corridoi per il passaggio di truppe Nato verso
l’Afghanistan che la Russia ha concesso Romero
precisa che «in quel caso non si tratta di
cooperazione militare, ma bisognerebbe chiedere a
Mosca cosa intendono fare. La nota che ci è stata
inviata non specifica nulla». Washington ha
definito la decisione «inopportuna».

USA: DEPLOREVOLE - Il Dipartimento di
Stato americano ha definito «deplorevole che la
Russia abbia decisione di sospendere la sua
cooperazione militare con la Nato. »I russi hanno
comunicato alla Nato l'intenzione di cessare i
loro contatti a livello militare - ha dichiarato
uno dei portavoce del Dipartimento di Stato
americano, Robert Wood -. È deplorevole».
DIPLOMAZIA -
Intanto, dopo
le dichiarazioni di mercoledì del presidente
degli Stati Uniti George W. Bush, e le
successive polemiche relative alla questione
dello scudo spaziale, sul fronte
diplomatico gli Stati Uniti hanno criticato la
bozza di risoluzione presentata dalla Russia al
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per
risolvere la crisi della Georgia. Il testo russo
esprime il sostegno del braccio esecutivo dell’Onu
all’accordo di pace raggiunto il 12 agosto dal
presidente russo Dmitri Medvedev e dal presidente
francese Nicolas Sarkozy. Ma secondo la diplomazia
di Washington manca un riferimento esplicito alla
garanzia dell’integrità territoriale della
Georgia. Mosca chiede che si apra «una
discussione internazionale su una soluzione che
garantisca la sicurezza nel lungo termine per l’Abkhazia
e l’Ossezia del Sud», le due province
separatiste georgiane. Le divergenze tra Mosca e
Washington rendono molto difficile l’iter della
risoluzione, che difficilmente potrà essere messa
ai voti e tantomeno adottata. Prospettivi simili a
quelle della bozza presentata dalla Francia in
precedenza che chiedeva il ritiro russo dalla
Georgia e sanciva il principio dell’integrità
territoriale.
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| Persone in attesa degli aiuti umanitari
a Gori (Ap) |
IL RITIROIN 10 GIORNI - Unità
dell'esercito russo hanno iniziato il ritiro dal
territorio georgiano verso la Russia, mentre il
comandante delle forze di terra russe ha detto
alla stampa che i militari lasceranno il cuore
della Georgia entro dieci giorni. Gli Stati Uniti
hanno tuttavia domandato che il ritiro avvenga «adesso».
«Il ritiro dei militari russi che hanno
rafforzato le fila dei peacekeeper in territorio
georgiano sta avvenendo secondo quanto previsto e
sarà completato entro dieci giorni», ha detto il
comandante Vladimir Boldyrev, parlando con i
giornalisti al telefono. «I militari verranno
ritirati in territorio russo», ha aggiunto. In
alcuni degli ultimi aspri commenti di Washington,
la Casa Bianca ha dichiarato che la Russia sta
violando i suoi impegni di lasciare il territorio
georgiano dopo l'incursione iniziata due settimane
fa. Il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe
ha detto che non può immaginarsi una cooperazione
militare con Mosca fino a quando la situazione con
la Georgia non sia stata risolta.
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