|
10 agosto 2008
Vince sempre Lui, ma chissenefrega. Sono
quasi vent’anni che Umberto Eco non riesce a
capire il perché, e Ilvo Diamanti come Eco, e
Serra come Eco, e Sartori come Eco, e D’Alema,
o Vauro, o Camilleri, e in buona sintesi
nessuno, tra i cervelloni di sinistra, si
capacita del perché dell’Amor nostro. Ora.
Dite voi. Siamo tutti in vacanza. Tutti
distratti e sotto l’ombrellone. Ma Lui? Alla
vigilia della partenza per una delle sue
ville, Lui fa sapere al ministro Gelmini che
è giovane e bella. E al popolo italiano, le
seguenti cose. Che l’insalata è troppo
cara, il pane costa il doppio, la pasta pure e
dovrebbe calare la benzina. Attenzione.
Arrivato a discutere il caffè, l’Amor
nostro ha detto questo: “Lo prenderei con Di
Pietro”. Ebbene. Quel belinone di Umberto
Eco s’indignerà all’idea. L’Invicibile,
invece, stava pensando a Gaspare Pisciotta
senza manco consultarsi con Dell’Utri.
di Andrea Marcenaro
9 agosto 2008
Cina, Oriente, le Olimpiadi inaugurate
ieri, la facoltà dell’uomo di agire senza
restrizioni, il confronto tra le gioventù
cresciute all’ombra delle due accezioni di
Isaiah Berlin, la libertà positiva e quella
negativa. I diritti dell’uomo, quindi. E il
comunismo dei fuochi d’artificio dello
stadio di Pechino, faccia a faccia col
capitalismo della licenza, o Confucio alle
prese con Kant (semplificando), ma poi tutto.
Due mondi che si annusano con diffidenza, il
Tibet, nel ricordo recente di piazza
Tienannmen, perfino la pianificazione
familiare obbligatoria voluta da Mao. E la
Legge del Figlio Minore, vis à vis del
relativismo nostro. Occidentale. Due mondi
lontani che si avvicineranno, forse, e forse
non faranno in tempo. Mentre questo, e molto
più che tutto questo, stava roteando nel
fantasmagorico nido di rondime del più grande
spettacolo moderno, non riuscivamo a non
chiederci: ma cosa starà escogitando, in
momenti come questi, il professor Asor Rosa?
di Andrea Marcenaro
8 agosto 2008
Tre colonnine apparse ieri sul Giornale
hanno dipinto il presidente del Consiglio così.
Ottimista, rilassato, elegante, sorridente,
stupefacente, particolarmente di buon umore,
seduttivo, di nuovo rilassato, sereno, con
un’intesa perfetta con i bambini, a proprio
agio con i giovani ospiti, infaticabile,
aperto, disponibile, desideroso di dialogo,
popolare, attivissimo, capace di iniziative
benefiche, esilarante, disteso, energico,
esuberante, pronto, franco, leale,
intelligente, sensibile, allegro, minuzioso,
puntuale, nonno felice, divertito, munifico,
di cuore, affabile, cortese, determinato,
solido, capace, serio e buono. Mica per fare i
ruffiani, ma tutte cose che abbiamo detto
prima noi.
di Andrea Marcenaro
7 agosto 2008
Quando il bimbetto, che adesso ha cinque
anni, sarà cresciuto. Quando verrà a sapere
che in un afoso giorno d’agosto del 2008,
mentre si trovava al centro estivo “Pierina
Boranga” di Padova, gli venne l’idea di
chiudersi a chiave in una stanza con degli
altri bimbetti come lui, e la maestra allora
si preoccupò, e disse loro di aprire la
porta, e loro non aprivano, e rimanevano
chiusi dentro, e la maestra fuori a ripetere:
“Aprite!”, e loro niente, e quella a
supplicare, e loro niente, e aprirono dopo un
bel po’, e la maestra, a quel punto, mollò
uno sculaccione al primo che capitava. Che era
lui. Quando il bimbetto, ormai cresciuto, verrà
a sapere che la mamma ha radunato
immediatamente le altre mamme, e nonne, e
parentele, le quali tutte insieme andarono a
denunciare la maestra ai carabinieri per
violenza privata, facendola licenziare,
ebbene, noi che siamo inguaribili ottimisti,
siamo certi che il giovanotto convocherà la
mamma e le sussurrerà, affettuoso: “Ma
vaffanculo!”.
di Andrea Marcenaro
6 agosto 2008
La notizia l’ho letta in ritardo, ma
scusa un po’, caro popolo italiano. La
giustizia non funziona, le pensioni sono
quello che sono, il corridoio 5 per restare
aggrappati all’Europa è lento come una
lumaca, la riforma della scuola resta ancora
incerta, abbiamo gli atleti drogati, le Grandi
opere si vedono e non si vedono, è tutto
vero. E sarà vero anche di più. Sarà vero
pure che la comunità internazionale non ci
ascolta abbastanza, che abbiamo messo il
reggipetto a Tiepolo, che le leggi
sull’immigrazione, o sulla sanità, o sul
fumo, non marciano a dovere, che la famiglia
non è abbastanza tutelata, sarà vero perfino
che gli stadi sono vecchi, i musei
abbandonati, il cinema italiano è in crisi, e
che il famoso poliziotto di quartiere è stato
sostituito da un parà. Sarà tutto vero, caro
popolo italiano. Ma se tu, al 57 per cento,
come ho letto, preferisci ancora Luca Cordero
di Montezemolo, me lo dici di che cacchio ti
lamenti?
di Andrea Marcenaro
1 agosto 2008
Ci risiamo. A parti rovesciate, ma ci
risiamo. E’ indecente l’aggressione ad
Antonio Di Pietro per un bacio. Casto? Meno
casto? Ma saranno affari suoi? E’ indecente
il sorrisino di centrodestra e non solo, quel
darsi di gomito, il dilagare dello spettegolìo
sull’avversario beccato con la signora nella
notte estiva. Peggio di un’intercettazione.
E’ indecente l’Italia dei Calori, è
sgradevole che lo pubblichi “Chi”,
indecente che si tirino in ballo i figli, la
moglie col “caratterino d’acciaio”, Ela
Weber, tutto suona abbastanza indecente. Del
pari indecente, anche, quel commentino di
Daniele Capezzone che nega, con furbetto
moralismo, di voler fare del moralismo sulla
fotografia del Di Pietro moralista. E’ duro
da sconfiggere, il voyeurismo. O il suo uso. E
invece esiste, su questa grottesca vicenda, un
punto politico non trascurabile, che
ovviamente è finito trascurato. Il punto è
l’ostinazione con cui insistono per mettere
Leoluca Orlando alla Vigilanza. Che cazzo ha
vigilato, l’altra notte, Orlando?
di Andrea Marcenaro
29 luglio 2008
La proposta di annullare il bando del 1302
con cui Dante Alighieri venne condannato ed
esiliato da Firenze, in un primo tempo, e in
un secondo condannato a morte (“baratteria,
frode, falsità, dolo o malizia, inique
estorsioni, proventi illeciti”), al
consiglio comunale fiorentino è passata
dunque per un voto, con la sinistra spaccata.
Il consigliere Barbaro, del Pd, ha abbandonato
l’aula: “Se vedete Dante, salutatemelo”.
Per Valentino, dei Verdi, era pregiudizievole
riabilitare, con Dante, Savonarola, oltreché
“celebrare tutti gli esuli del mondo contro
tutte le dittature”. Rotondaro, Pdci, ha
obiettato: “E se fosse stato condannato a
morte, ne avremmo forse chiesto la
resurrezione?”. La consigliera Nocentini, di
Rifondazione, se l’è presa con i
discendenti, “i quali non hanno nessun
merito di chiamarsi Alighieri”. Varasi,
altro verde, ha dichiarato all’Indipendent
che “Dante aveva accettato l’esilio e
quindi considerava conclusa la sua storia con
Firenze”. In altri termini, che si era
difeso “dal” processo e non “nel”. E
fin qui, tutto era sembrato ragionevole. Quel
che non si è capito, è per quale motivo un
tal messer D’Avanzo abbia alla fine scritto
che, poche storie, il trisavolo di messer
Fassino aveva comunque un conto in Lunigiana.
di Andrea Marcenaro
27 luglio 2008
Proprio venerdì, sul Venerdì di
Repubblica, sulla Norvegia abbiamo letto tutta
una serie di informazioni interessanti. Ci
sono tanti fiordi, d’inverno fa freddo,
pescano molto, c’è molto lavoro per i
giovani, a Oslo si trovano numerosi parchi, il
sussidio di disoccupazione è più alto che da
noi, i norvegesi vanno moltissimo
all’estero, alle cinque del pomeriggio di
ogni venerdì le città si svuotano, il
territorio è più vasto di quello
dell’Italia, gli abitanti sono in tutto
quattro milioni e settecentomila e di un
livello superiore al nostro sono pure: l’età
media della classe dirigente, più bassa, il
livello di scolarità, più alto, l’indice
di lettura, l’efficienza della macchina
statale, la competitività, la diffusione
delle tecnologie avanzate, la ricerca
scientifica, gli aiuti al Terzo mondo,
l’energia rinnovabile, il potere
d’acquisto dei salari, le foreste, i caribù,
il baccalà, lo stoccafisso e i ghiacci. In
calce alle predette informazioni spicca la
firma di Curzio Maltese. Sarà mica una
consulenza per Vodafone?
di Andrea Marcenaro
25 luglio 2008
E’ proprio un tesoro, Piero Fassino, ed
è inutile dire che da queste parti gli si è
stati vicini fin dal primo momento.
L’applauso bipartisan di ieri è andato a un
uomo dal percorso emblematico, dal tragitto
compiuto e convincente. Pensate un po’. Un
militante come lui, temprato al ferro e al
fuoco della battaglia più dura, un comunista
cresciuto alla scuola di ferro della lotta di
classe e della disciplina più rigorosa, nella
venerazione della durezza, quasi, e comunque
della distanza più assoluta dalle
sdolcinature e dai sentimentalismi, uno
abituato fin da ragazzo alle parole di
inflessibili maestri capaci di spiegargli come
i comunisti fossero come il cuoio, che più lo
batti e più diventa duro, uno così, dopo una
vita così, asciutta, severa, coperta di mille
cicatrici, il quale, accusato da un
giornalista malizioso di avere un conto a
Londra, riesce a reagire dicendo: “Chissà
come c’è rimasta la mia mamma”. Che manco
Sandro Bondi.
di Andrea Marcenaro
24 luglio 2008
Confina a nordest con Israele, a sud con il
Sudan, a ovest con la Libia, è bagnato dal
Mare Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a
est. La sua popolazione è di 72 milioni circa
di abitanti, soprattutto egiziani, otto per
cento sudanesi, pochi beduini. Capitale, Il
Cairo, altre città importanti, Imbaba,
Mallawi e Shubra el Kema. Fiume principale, il
Limo. Cioè, il Nilo. E’ il più lungo del
mondo. Allevamenti di: bovini, ovini, caprini,
bufali e cammelli. Principali colture:
frumento, mais, riso, pomodori, barbabietola.
Giacimenti di: idrocarburi, fosfato,
manganese, ferro e carbone. Saline ad
Alessandria e Porto Said. Importante la
produzione di energia idroelettrica
soprattutto dalle centrali della diga di
Assuan. Industrie: acciaio, ghisa, motocicli,
filati di lana e tessuti. Esportazioni:
petrolio, derivati, gas, ferro, abbigliamento,
cemento, cotone, alluminio, ortaggi, materie
plastiche, agrumi, vetro e ceramiche.
Importantissimo, per i suoi traffici, il
canale di Suez. E questa sarebbe una
consulenza d’Egitto. Il telefono di D’Alema
è 06/5498031. Centomila, grazie.
di Andrea Marcenaro
|
|