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| Immigrati (foto di repertorio) |
ROMA - Stato di emergenza su tutto il
territorio nazionale. È la decisione del governo
per fronteggiare quello che viene definito un «eccezionale
afflusso di cittadini extracomunitari». «Al fine
di potenziare le attività di contrasto e di
gestione del fenomeno - si legge nel comunicato
stampa diffuso da Palazzo Chigi dopo il Consiglio
dei ministri (leggi
il comunicato) - il Cdm ha approvato, su
proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni,
l'estensione all'intero territorio nazionale della
dichiarazione dello stato di emergenza».
ESIGENZE ORGANIZZATIVE - L'estensione «dalle
attuali tre regioni» a tutto il Paese, spiega il
ministro della Difesa, Ignazio La Russa, «risponde
solo a esigenze organizzative: serve a facilitare
una risposta dello Stato e non cambia quello che
già c'è». «Non saranno coinvolte forze armate»,
aggiunge il ministro. Il capo dipartimento per le
libertà civili e l'immigrazione del Viminale,
Mario Morcone, afferma che la decisione del
governo è una diretta conseguenza del «picco di
sbarchi avvenuto di recente a Lampedusa», dove
dall'inizio dell'anno al 30 giugno scorso sono
stati registrati 9.342 arrivi di immigrati, «il
doppio rispetto al 2007», sottolinea Morcone. La
struttura del centro di accoglienza può ospitare
381 persone, elevabili fino a 762 solo in caso di
necessità. Ma attualmente nel centro dell'isola
ci sono 1.005 ospiti. «All'inizio del 2008 -
chiarisce Morcone - avevamo limitato lo stato
d'emergenza solo alla Puglia, alla Calabria a alla
Sicilia. Ma - continua - è stato necessario
ripristinarlo su tutto il territorio nazionale
dopo gli sbarchi numerosissimi avvenuti a
Lampedusa». C'è infatti bisogno, spiega il
prefetto, «di procedure semplificate per poter
contrarre accordi con la Caritas o la Croce Rossa
per la gestione del soccorso e l'assistenza e per
disporre in fretta di tutto ciò che è necessario
per accogliere gli immigrati». Il provvedimento
era stato adottato per la prima volta nel 2002,
poi ristretto all'inizio del 2008 e, ora, di nuovo
ripristinato.
IL
PD: IL GOVERNO SPIEGHI - Dopo la decisione del
Cdm, il Pd chiede chiarimenti. «Apprendiamo dalle
agenzie di stampa che il governo ha dichiarato lo
stato di emergenza nazionale per contrastare
l'emergenza 'clandestini' - afferma il ministro
ombra dell'Interno, Marco Minniti.- Le
dichiarazioni successivamente rese da
rappresentanti del governo non solo non
chiariscono ma anzi contribuiscono ad aumentare la
confusione e la preoccupazione. Poiché non è una
decisione ordinaria, è assolutamente necessario
che il governo spieghi immediatamente al Paese e
al Parlamento le ragioni, le modalità e la
finalità di tale iniziativa».
VENDOLA - Duro il governatore della Regione
Puglia, Nichi Vendola: «Stiamo scivolando passo
dopo passo fuori dalla democrazia. Questo è un
pezzo di fascismo. Io da presidente della Regione
proporrò alla conferenza dei presidenti di
impugnare questa decisione davanti alla Corte
Costituzionale».
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