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ultimo giorno del congresso di rifondazione a chianciano
Ferrero: «Più col popolo, meno in tv»
Vendola: «Io, sconfitto da comunista» Una «k» di troppo: refuso-beffa
per il governatore - Guarda
Nessun accordo tra i gruppi ma i bertinottiani escludono la scissione. Migliore: «Faremo opposizione nel partito»
CHIANCIANO (Siena) -
Rifondazione cambia timoniere e linea politica. Il
documento di Paolo Ferrero ha vinto il VII
congresso di Rifondazione comunista. Il testo è
stato votato da 342 delegati, mentre quello
presentato da Gennaro Migliore e che fa
riferimento alla mozione 2 di Nichi Vendola
(sostanzialmente l'ala bertinottiana del partito)
ha ottenuto 304 voti. I votanti sono stati 646. Si
è avviata così a conclusione una giornata ricca
di tensione e scontri, al termine di un congresso
che ha segnato la spaccatura definitiva
all'interno del Prc.
«FUORI DAL FORTINO» - «La nostra
scelta non è il rifugiarsi in un fortino - ha
detto Paolo Ferrero poco prima che fosse
ufficializzata la sua nomina a nuovo segretario
del Prc (il nuovo Comitato politico nazionale del
partito lo ha eletto con 142 sì e 134 no, 4
schede bianche e un astenuto) -. Noi vogliamo
ripartire dai problemi reali della società e
magari con meno apparizioni in tv». Quando, nel
corso dello spoglio, è stata chiara la vittoria
di Ferrero, i sostenitori di Nichi Vendola hanno
lasciato la sala, mentre l'altra metà del
comitato ha intonato bandiera rossa alzando il
pugno.
VENDOLA RINUNCIA - «Sono sconfitto ma
sono sereno - aveva detto Vendola attorno all'ora
di pranzo, quando già si stava delineando il
nuovo scenario politico interno al partito - perché
da comunista ho imparato ad essere sconfitto e a
stare con gli sconfitti. Compagni della mozione 2
ci vediamo nell'area politico-culturale
'Rifondazione per la sinistra'». Il governatore
della Puglia ha poi annunciato la nascita di una
corrente di minoranza, smentendo qualsiasi ipotesi
di scissione. Ma, ha aggiunto, «considero questo
congresso come la fine della storia di
Rifondazione comunista come l'ho conosciuta in 38
anni di militanza, il compimento di una sconfitta
elettorale, un arretramento culturale».
«FINE DI RIFONDAZIONE» - «La seconda
mozione - ha detto ancora il governatore della
Puglia parlando alla platea - non abbandona
Rifondazione ma è qui per continuare la battaglia
perché siamo il 47,3% del partito». Vendola ha
parlato di atteggiamenti di «plebeismo culturale»
e sfidato i compagni del nord «a venire a vedere
al sud come si combatte l'illegalità e come si
sfida la mafia a viso aperto». «Un pezzo di
leghismo - ha attaccato - è penetrato dentro di
noi. Una parte dei compagni del Nord è convinto
che nel Sud il partito sia abituato a convivere
con pratiche clientelari. Vuol dire che non ne
conoscono la storia». «Questo congresso - ha
constatato amaramente lo sconfitto - ha scelto la
strada di composizione di una maggioranza che
esiste solo in alchimie ricercate pazientemente,
senza respiro né prospettive che non danno futuro
a Rifondazione».
«FUORI DA GESTIONE» - Dopo la
votazione Vendola ha annunciato che non si
candiderà più alla leadership del partito e che
i componenti della sua mozione non entreranno
nella segreteria. «Escludo qualsiasi livello di
compromissione nella gestione politica del partito»
ha annunciato il governatore pugliese, che già si
prepara alla battaglia «per capovolgere una linea
che non ha il fiato necessario per rifondare il
partito nel campo largo delle sinistre». «È
stata una battaglia importante, appassionante e
durissima - ha detto poi parlando con i
giornalisti - che si conclude con un esito che è
un colpo per la sinistra e per Rifondazione. Non
è un colpo mortale ma una battuta d'arresto. Ma
noi non intendiamo abbandonare la battaglia».
SCONTRO SU TUTTO - La giornata
conclusiva del congresso è stata dunque tutta
all'insegna delle contestazioni, con la rottura
definitiva tra i gruppi pro-Vendola e pro-Ferrero
che si è consumata nella notte. Tensione alle
stelle quando Giovanni Russo Spena, che sostiene
la mozione di Ferrero, ha letto il documento nel
quale si delinea la nuova rotta di Rifondazione.
«In questo documento - ha contestato Graziella
Mascia - ci sono cose molto gravi rispetto alla
storia di Rifondazione. La mozione 2 presenta un
altro documento e afferma che in questo congresso
si è impedito di cercare una soluzione unitaria».
Scontro anche sui numeri: Alfio Nicotra della
mozione 1 ha annunciato che la commissione
elettorale aveva trovato l'accordo sul fatto che i
componenti del comitato politico fossero 280. Ma
dalla sala si sono subito levati brusii e critiche
e Rosa Rinaldi ha preso la parola per dire che la
mozione 2, guidata da Nichi Vendola, aveva dato il
via libera a un "parlamentino" di 240
membri. L'esito delle contestazioni è stata
l'immediata riconvocazione della commissione
elettorale. Alla fine il congresso ha approvato il
comitato politico formato da 280 persone.
«NESSUNA SCISSIONE» - Fin dalla
mattinata l'ex gruppo dirigente che appoggia
Vendola aveva escluso l'ipotesi scissione. L'ex
capogruppo alla Camera Gennaro Migliore: «Noi
abbiamo fatto la storia di questo partito, non ce
ne andiamo, faremo un'opposizione ampia e larga
dentro il partito per portare avanti il nostro
progetto di unità a sinistra». Amaro l'ex
segretario Franco Giordano: «Ci abbiamo
provato in tutti i modi, volevamo disperatamente
recuperare l'ipotesi unitaria. Nichi ci ha provato
con tutte le forze, ma c'è un documento di tutte
le minoranze contro l'unica mozione che ha
presentato un progetto per salvare Rifondazione».
Di diverso avviso Ramon Mantovani,
esponente della mozione 1: «C'è stata una
riunione della commissione politica e la mozione 2
l'ha abbandonata. Li è stato elaborato un testo
in cui si dice cosa deve fare Rifondazione. Sono
molti i punti che ci uniscono anche con la mozione
2, se quest'ultima non avesse voluto impostare la
discussione congressuale su una linea come se
fosse l'unica possibile» ha detto in
un'intervista a Radio Popolare. Mantovani
insiste sulla necessità che per il partito vi sia
«una gestione diversa rispetto a quella tenuta
fino ad ora, solo a maggioranza».
27 luglio 2008
Vendola, nome sbagliato
Nichi Vendola, oltre al danno la beffa.
Sconfitto al congresso di Rifondazione da
Paolo Ferrero, si è anche visto consegnare
un talloncino con un 'refuso' nel suo nome (foto):
Niki anziché Nichi (Ansa)
Testi
canzoni Prophilax paghi due te ne fotti tre te pio, te fotto don mignotte
una figa promessa pornografia unica via candy il mignottone
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